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UN LIBRO AL GIORNO/2 Sulle spalle di giganti

sulle spalle di giganti

Sulle spalle di giganti

È difficile sfuggire al fascino delle parole che Giovanni di Salisbury, nel XII secolo, attribuisce a Bernardo di Chartres, suo maestro: «Siamo come nani assisi sulle spalle di giganti, cosicché possiamo vedere più cose e più lontano non per l’acume della nostra vista o per l’altezza del nostro corpo, ma poiché siamo sollevati più in alto dalla loro statura». L’aforisma evoca ancora oggi la questione del debito dei moderni verso gli antichi, il riconoscimento della grandezza di quanti ci hanno preceduto, il rapporto fra maestri e discepoli, e tra le diverse generazioni, ma anche la capacità e la possibilità dei moderni di vedere più lontano se sanno fare buon uso della grande opportunità loro offerta.

Da una simile sollecitazione parte il volume “Sulle spalle di giganti”, a cura del teologo milanese Marco Vergottini, stretto collaboratore del cardinale Carlo Maria Martini. Riprendendo la lezione di alcuni testimoni che nell’Italia del Novecento hanno contribuito a far nascere, crescere e fruttificare l’evento del Vaticano II, l'autore va a chiedersi come è possibile interpretarla per il presente e quale possa essere l’elaborazione critica ulteriore. Nasce così questa raccolta di una quarantina di brevi ritratti, donne e uomini di grande carisma, veri pionieri spirituali, tra i quali ad esempio Tina Anselmi, Adriana Zarri, Aldo Moro, Mario Luzi, Lorenzo Milani, Maria Eletta Martini, Carlo Maria Martini e molti altri.A raccontarceli si sono dedicati autrici e autori che con loro hanno avuto una stretta familiarità, per amicizia, per discepolato, per frequentazione diretta o per studio assiduo, costruendo un mosaico di spunti esemplari, di esperienze coinvolgenti, di tracce nitide alla portata di noi tutti. Forse, a distanza di sessant’anni, si sono un po’ affievoliti l’entusiasmo, la fiducia, la capacità di sognare che il Concilio aveva comunicato alla Chiesa, e alla società moderna. Ma, anche sulla spinta del pontificato di Francesco, possiamo riconoscere la preziosa eredità di queste figure luminose di donne e uomini, instancabili testimoni del Vangelo e autentici protagonisti nelle vicende della storia. Da loro possiamo lasciarci guidare alla riscoperta della lezione conciliare, ispirati da una singolare beatitudine, che invita a una diversa considerazione del tempo – il passato da custodire, il presente da onorare e il futuro che ci attende. Beato chi coltiva in cuor suo una memoria carica di speranza.

Contribuiti di: Massimo de Giuseppe, Luciano Caimi, Gianni di Santo, Giuseppe Riconda, Davide Barazzoni, Fabrizio Mandreoli, Guido Innocenzo Gargano, Daniele Piccini, Marco Roncalli, Guido Formigoni, Marcello Brunini, Maria Cristina Bartolomei, Giovanni Ferretti, Gian Carlo Perego, Mariangela Maraviglia, Adelina Bartolomei, Fulvio de Giorgi, Daniela Mazzucconi, Bruna Bocchini, Alessandro Andreini, Gianfranco Brunelli, Luca Rolandi, Piero Coda, Pier Giorgio Grassi, Luigi Accattoli, Angelo Bertani, Beppe Tognon, Marco Vergottini, Rosy Bindi, Claudio Ciancio, Piero Stefani, Mariella Carpinello, Marco Garzonio, Fabio Ciardi, Marinella Perroni, Vito Angiuli, Domenico Mogavero, Franco Giulio Brambilla, Sergio Tanzarella.

Il volume è curato da Marco Vergottini, già vice-presidente dell’Associazione Teologica Italiana (2003-2011), ha ricoperto ruoli di docenza in teologia presso le Facoltà teologiche di Milano, Padova e a Palermo. È autore di saggi sul Concilio Vaticano II, su Paolo VI, sul ripensamento critico della teologia dei laici.

Sulle spalle di giganti.

A cura di Marco Vergottini

Vita e Pensiero Edizioni

Pagine 384 - euro 22

Pubblicato il 26 luglio 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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