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Nel ricordo di papa Francesco : card. Zuppi «ci ha chiesto di non fermarci»

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“Papa Francesco non ci ha parlato ‘da lontano’. Si è affiancato. È entrato nella vita concreta delle nostre comunità e del nostro Paese”. È quanto si legge nella prefazione del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, al volume “Con volto di mamma. Discorsi e interventi alla Chiesa italiana” (Libreria editrice vaticana), in uscita nei prossimi giorni in occasione del primo anniversario della morte di Papa Francesco. Il porporato ricorda che Bergoglio “ha visto i poveri, i fragili, gli scartati, chi non ha voce; ha visto i giovani delusi, le famiglie ferite, chi vive ai margini” e ha chiesto alla Chiesa di fare altrettanto: “Non con un linguaggio che giudica, ma con uno sguardo che salva. Non con una Chiesa che seleziona, ma con una Chiesa che abbraccia”.
Al centro del magistero di Francesco, emerge la parola “misericordia”: “Non come sentimento vago, ma come criterio di verità. La misericordia non cancella la giustizia: la rende umana”. Il card. Zuppi richiama infine l’ultimo messaggio di Francesco alla Cei, del 31 marzo 2025: “Andate avanti con gioia e sapienza!”. E conclude: “Non vogliamo fermarci”.

Papa Francesco: desisdero una chiesa con il volto di una mamma

“Questo testo non vuole essere un’operazione di archivio, ma un servizio alla memoria e, insieme, al futuro. Perché la memoria, quando è cristiana, non è mai nostalgia: è responsabilità, discernimento, scelta”. Il filo rosso del volume, rileva il porporato, è l’imperativo “Non lasciatevi rubare la speranza!”, perché “la speranza viene rubata davvero: quando ci abituiamo al male, quando accettiamo la divisione come fosse normale, quando riduciamo il Vangelo a una parola tra le tante, quando la Chiesa finisce per difendere sé stessa invece di donarsi”.
Al centro, l’immagine consegnata da Francesco al Convegno ecclesiale di Firenze nel novembre 2015, da cui è tratto il titolo del volume: “Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza”.
Il card. Zuppi e il giornalista Aldo Cazzullo dialogheranno sul tema “Da Francesco a Francesco: un nome, due svolte” al Salone internazionale del libro di Torino sabato 16 maggio alle 11.30.

Card. Spengler (Celam), “la gioia del Vangelo è stata
il filo conduttore del suo pontificato”

“Nel giorno in cui ricordiamo Papa Francesco, a un anno dalla sua scomparsa, credo valga la pena ricordare il tratto comune che permea i documenti pubblicati durante il suo pontificato. Sempre, troviamo un invito alla gioia”. Lo sottolinea, interpellato dal Sir, il cardinale Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre, presidente del Consiglio episcopale di America Latina e Caraibi (Celam) e della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb). Il porporato enumera i titoli dei principali documenti di Francesco: “Evangelii Gaudium, Amoris Laetitiae, Veritatis Gaudium, Fratelli tutti, Laudato si’, Laudate Deum, Praedicate Evangelium, e, ancora di più, Gaudete et exultate… Insomma, gioia e ancora gioia… il Vangelo, l’esperienza cristiana non può non essere motivo di gioia per chi è disposto ad accoglierla, e perché? Perché il riferimento principale è: ‘Dilexit nos’, qualcuno ci ha amati. Credo che in questi giorni in cui ricordiamo, facciamo memoria di Papa Francesco, ricordandolo a un anno dalla sua scomparsa, meriti davvero di essere messo in evidenza questo filo conduttore, direi così, dei documenti pubblicati durante il suo pontificato”. Conclude il card. Spengler: “Facendo memoria di questo anno dalla sua scomparsa, chiediamo che possa riposare nella pace del Signore e speriamo che partecipi alla comunione degli amati e delle amate del Signore”.

Nella foto, papa Francesco con il card. Zuppi. ( foto Calvarese/SIR)

Pubblicato il 21 aprile 2026

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