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Il 10 gennaio in Cattedrale il «Concerto di Buon Anno»

FOTO CONCERTO DI BUON ANNO

Il Coro Vallongina, dopo i fasti della tournée di Vienna, torna ad esibirsi nella Cattedrale di Piacenza sabato 10 gennaio alle ore 16 nel “Concerto di Buon Anno”, per iniziativa del Rotary Piacenza Farnese, dell’Associazione Italiana Donne Medico, di Lilt Piacenza e con il patrocinio del Comune di Piacenza.
Ma non sarà solo, ha chiamato al suo fianco la Polifonica Gavina (direttore Marco Simoncini), la Corale lirica Valtaro e la Corale San Donnino (direttore maestro Giovanni Chiapponi), i solisti Renata Campanella (soprano), Federico Bonghi (tenore), Valentino Salvini (baritono), Fabio Bonelli (basso) accompagnati dall’Orchestra sinfonica dei Colli Morenici. Direttore concertatore il maestro don Roberto Scotti.
Il programma contempla pagine di quattro grandi compositori del melodramma italiano: Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini, naturalmente Giuseppe Verdi e Pietro Mascagni di cui verrà proposto l’intermezzo musicale da Cavalleria Rusticana come introduzione. E poi brani di grande respiro, a volte maestosi, monumentali, o drammatici, cori elegiaci o festosi, suppliche o preghiere.

Il programma del concerto
Il pubblico del 10 gennaio ascolterà di Rossini: Dal tuo stellato soglio da Mosé; di Verdi, da Nabucco: Gli arredi festivi, S’appressan gl’istanti, Và, pensiero, Dio di Giuda; da Otello: Ave Maria, da I lombardi: O Signore dal tetto natio, Te lodiamo, da Macbeth: Patria oppressa, Ah la paterna mano, Inno di vittoria; da La forza del destino: La vergine degli angeli; di Puccini, da Tosca: Vissi d’arte vissi d’amore, Te Deum; e ancora di Mascagni a chiusura del concerto, da Cavalleria Rusticana: Regina Coeli.
L’evento è gratuito e aperto a tutti.

Nella foto, la presentazione del “Concerto di Buon Anno” che si terrà il 10 gennaio in Cattedrale a Piacenza. Alla conferenza tampa erano presenti l'assessore alla Cultura del Comune di Piacenza Christian Fiazza, il presidente del Rotary Farnese Piacenza Pilade Cortellazzi, il presidente di Lilt Piacenza Franco Pugliese, la presidente dell'Associazione Italiana Donne Medico Donatella Zavattoni, Don Roberto Scotti e Silvia Montani per l'Associazione Gruppo Up.

Pubblicato il 7 gennaio 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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