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Il delicato tema degli orfani di femminicidio al centro dell'evento «Oltre il silenzio»

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Educare alla non violenza, sensibilizzando al rispetto di sé stessi e degli altri. È questo l’obiettivo che vede in prima linea il “Tavolo provinciale contro la violenza alle donne e di genere” che nei giorni scorsi ha avviato un percorso di formazione on line riservato ai docenti con focus sul delicato tema degli orfani di femminicidio e che il prossimo 18 marzo ha organizzato l’evento “Oltre il silenzio: impegno istituzionale e tutele legislative per le donne e gli orfani di femminicidio”.

«Tra i compiti del Tavolo contro la violenza di genere rientrano la formazione e la sensibilizzazione, con l'obiettivo di coinvolgere il più possibile il sistema scolastico - spiega la Consigliera provinciale alle Pari Opportunità Nadia Pompini che presiede il Tavolo -. Se finora i nostri interventi si sono concentrati principalmente sugli studenti, questa volta l’attenzione si è rivolta ai docenti, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado: nello specifico, il focus è stato posto sul delicato tema degli orfani di femminicidio, per fornire agli insegnanti gli strumenti necessari ad affrontare situazioni che, purtroppo, con sempre più probabilità entrano nelle classi».
La consigliera prosegue: «L’incontro era inoltre finalizzato alla sensibilizzazione sull'inclusione e all'insegnamento del rispetto in età scolare ed è stato valorizzato da interventi di alto livello che ne hanno consolidato lo spessore educativo: la dottoressa Roberta Beolchi, autrice del libro "Fata Mamy e la magia dell'amore", ha offerto uno sguardo profondo sulla tematica; la dottoressa Elisa Chiappinelli, psicologa e psicoterapeuta dell'associazione Edela, realtà impegnata in prima linea nel supporto agli orfani di femminicidio, ha dato il suo contributo. Grazie a questo momento abbiamo aggiunto un tassello prezioso a un percorso formativo ancora poco diffuso nelle scuole, ma quanto mai necessario».

Per tutti ci sarà la possibilità di approfondire ulteriormente il tema in occasione dell’evento “Oltre il silenzio: impegno istituzionale e tutele legislative per le donne e gli orfani di femmicidio”, organizzato dal Tavolo provinciale contro la violenza alle donne e di genere e dalla Provincia di Piacenza per mercoledì 18 marzo alle 11.30 nella sala consiliare di Corso Garibaldi.

Dopo i saluti istituzionali della Presidente della Provincia Monica Patelli, il video-testimonianza di Giovanna Cardile, orfana di femminicidio, permetterà ai presenti di entrare in punta di piedi dentro il delicato tema che sarà poi affrontato da Gloria Zanardi, Consulente esterno della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, da Donatella Scardi ed Anna Gallazzi del Centro anti violenza La città delle donne O.d.v. e quindi da Roberta Beolchi, presidente dell’associazione Edela per gli orfani di femminicidio e autrice del libro “Fata Mamy e la magia dell’amore”, già presentato alla Camera dei Deputati, volume finalizzato ad insegnare ai più piccoli, grazie ad una storia fiabesca, il valore delle relazioni sane, l'importanza di accettare un no e di riconoscere la bellezza delle differenze, un libro la cui prefazione è stata curata proprio dalla Presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femmicidio nonché su ogni forma di violenza di genere Onorevole Martina Semenzato. A moderare l’incontro sarà la presidente del Tavolo provinciale Nadia Pompini.

Nella foto, Nadia Pompini consigliera provinciale alle Pari Opportunità.

Pubblicato il 3 marzo 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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