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In Conservatorio un seminario sul mestiere del tecnico di pianoforti

corso

C’è un mondo nascosto dietro ogni tasto che risponde al tocco del pianista. Un mondo fatto di precisione, ascolto, conoscenza profonda dello strumento e di un dialogo costante tra chi suona e chi rende possibile il suono. È a questo universo spesso invisibile che è dedicato l’incontro in programma venerdì 6 febbraio, dalle 15.30 alle 19.30, presso l’Aula 26 del Conservatorio Nicolini.
Il seminario, a cura di Antonio Tarallo, docente di Pianoforte del Conservatorio, propone un percorso di avvicinamento alla professione del tecnico-preparatore di pianoforti, una figura centrale nella vita musicale ma ancora priva di un riconoscimento strutturato. In Italia, infatti, il settore soffre l’assenza di un albo professionale che ne definisca i confini e di un percorso formativo codificato, lasciando spesso la trasmissione delle competenze all’esperienza diretta e a percorsi individuali.


A partire da questa constatazione, l’incontro intende aprire una riflessione sulle strategie possibili per colmare questo vuoto, analizzando il ruolo delle istituzioni formative, le competenze richieste oggi dal mercato e le prospettive lavorative per chi desidera intraprendere questa professione. Un’attenzione particolare sarà rivolta al rapporto di collaborazione tra tecnico e pianista, una relazione fatta di fiducia, ascolto reciproco e obiettivi condivisi, che incide in modo decisivo sulla qualità dell’esecuzione.
Il seminario, che fa parte del progetto ConsERvatorio Orienta finanziato da Regione Emilia-Romagna, alternerà momenti di approfondimento teorico a un’esperienza diretta sullo strumento. I partecipanti saranno coinvolti nelle fasi di smontaggio della meccanica del pianoforte, entrando concretamente nel cuore del suo funzionamento. A supporto dell’attività pratica verranno messi a disposizione disegni, fotografie e materiali storici che ripercorrono la nascita e l’evoluzione del pianoforte, dallo strumento ideato da Bartolomeo Cristofori fino al moderno pianoforte da concerto.


L’incontro sarà accessibile anche in diretta streaming tramite apposito link, https://us06web.zoom.us/j/83654079695?pwd=aINVcsAdc2sYJuX0VrErHSbrkBhH87.1 offrendo così a studenti, musicisti e appassionati un’occasione preziosa per conoscere da vicino una professione fondamentale per il presente e il futuro della musica pianistica.

Pubblicato il 4 febbraio 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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