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Democrazia e complessità, una sfida aperta Il filosofo Miguel Benasayag ospite di Cives

Benasayag

Il filosofo e psicanalista Miguel Benasayag sarà a Piacenza venerdì 6 febbraio, ospite del corso di formazione Cives dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che si svolge in collaborazione con la diocesi di Piacenza-Bobbio, il Laboratorio di economia locale (Lel) e la Fondazione di Piacenza e Vigevano. Tema della serata sarà “La democrazia nell’epoca della complessità”.
L’incontro avrà inizio alle 20.30 all’Auditorium “Santa Margherita” della Fondazione di Piacenza e Vigevano (via Sant’Eufemia, 12)Per la 25esima edizione, il corso di formazione Cives si è dato come titolo “Democrazia vs autocrazia”, una riflessione sempre più attuale di fronte alla crisi della partecipazione e alla crescita dei populismi.

L’evento del 6 febbraio apre la terza parte del corso, che storicamente offre uno sguardo sul mondo a partire dal tema scelto, e segna l’inizio del Laboratorio di Mondialità Consapevole, un percorso che l’Università Cattolica del Sacro Cuore organizza in collaborazione con Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio, Piccolo Mondo, Mondo Aperto, Progetto Mondo, Emergency, Medici senza frontiere, Africa Mission cooperazione e sviluppo e Amnesty International.

Miguel Benasayag (Buenos Aires, 1953) è un filosofo e psicanalista. Da giovane studiò medicina e militò nella guerriglia guevarista dell’Esercito rivoluzionario del popolo (Erp); arrestato più volte durante la dittatura militare, fu torturato e imprigionato per quattro anni. Liberato nel 1978 grazie alla doppia nazionalità (argentina e francese), si trasferì in Francia. A Parigi ha sviluppato un’attività clinica e di ricerca ispirata all’antipsichiatria, conseguendo un dottorato in scienze umane cliniche e approfondendo anche la biologia e la neurofisiologia. Ha collaborato con Francisco Varela e fondato collettivi di orientamento libertario, tra cui Malgré Tout. Oggi lavora tra Francia e Argentina come psicanalista e ricercatore, occupandosi del rapporto tra biologia, società, rivoluzione digitale e intelligenza artificiale, ed è autore di numerosi saggi tradotti in più lingue.

Benasayag è già intervenuto a Piacenza in occasione della prima edizione del Festival del Pensare Contemporaneo, a settembre 2023, e più di recente a un convegno del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti.
L’ingresso è libero, ma si consiglia di prenotare il posto scrivendo a .

Pubblicato il 4 febbraio 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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