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Marco Bellocchio al Cinema Corso con la versione restaurata de «I pugni in tasca»

Pugni In Tasca Presskit 1

Sabato 28 marzo alleore 21, il Cinema Corso di Piacenza ospiterà un grande evento: il ritorno in sala (in versione restaurata e integrata di una scena censurata) de“I pugni in tasca”, l'esordio cinematografico di Marco Bellocchio,che ha segnato la storia del cinema e che oggi - ancora totalmente attuale - celebra i suoi 60 anni.
Ospite d’eccezionedella serata il regista Marco Bellocchio, presentato da Michele Guerra, Professore Ordinario di cinemapresso l'Università degli Studi di Parma, per un'introduzione speciale al film. L'opera, in versione integrata di una scena, è stata restaurata in 4K dalla Cineteca di Bologna grazie al contributo diGiorgio Armani. Il restauro riporta l’opera nella sua versione integrale,reintegrando la sequenza del bacio tra fratello e sorella, censurata nel 1965, scena che accentua ulteriormente la carica provocatoria del film.

“I Pugni in tasca” divenne punto di riferimento per un’intera generazione di registi a livello mondiale: il suo spirito sovversivo mescola infatti interiorità e realtà, tra ribellione autodistruttiva ai soffocamenti familiari e un desiderio cieco di emancipazione, diventando pura espressione personale senza autoindulgenza e letteralmente urlando un disagio che sullo schermo non si era mai visto rappresentato. A marcare ulteriormente l’identità del film contribuisce la colonna sonora diEnnio Morricone. Bellocchio realizzò a 25 anni un film totalmente libero di essere ciò che voleva, la cui energia espressiva continua ad essere un faro per tutti coloro che cercano nel cinema, e non solo, un modo di esprimersi che sia al contempo intimo e spettacolare.

I biglietti sono disponibili alla cassa del cinema Corso in orario di apertura.
L’uscita del film è una co-distribuzione di Cat People e Cinematocco (associazione under 35 di Parma specializzata in cinema a target giovanile) realizzata grazie alla disponibilità di Kavac Film.

Pubblicato il 26 marzo 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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