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Cortemaggiore, al Duse «L’Uomo del Mocambo, omaggio a Paolo Conte»

MAX LAZZARIN

Il 10 gennaio alle ore 21 Max Lazzarin, nella foto,  protagonista della scena blues italiana, presenta un progetto che rende omaggio a Paolo Conte nel rispetto della sua poetica. C’è un bar immaginario, da qualche parte tra le pieghe della notte e le note di un pianoforte sghembo. È il Mocambo, luogo simbolico e mentale che attraversa da sempre l’universo di Paolo Conte. È da lì che parte Max Lazzarin Trio per costruire un progetto musicale prodotto da Fedro, che prende il via Teatro Duse di Cortemaggiore che ospita la prima nazionale di questo lavoro originale: “L'Uomo del Mocambo, omaggio a Paolo Conte”, uno spettacolo che unisce musica, narrazione e visione culturale, segnando l’inizio di un percorso destinato a crescere nel tempo. 
Max Lazzarin sceglie una strada complessa e coraggiosa: entrare nel mondo di Paolo Conte da una porta laterale, quella di uno dei suoi alter ego più affascinanti, l’Uomo del Mocambo. Un personaggio che non è mai stato davvero protagonista e che proprio per questo diventa chiave di lettura privilegiata. Proprietario di un piccolo bar immaginario, osservatore discreto di vite storte, amori sbilenchi e solitudini eleganti, l’Uomo del Mocambo è il filtro attraverso cui prende forma la narrazione musicale dello spettacolo. Sul palco, accanto a Lazzarin, due musicisti di grande sensibilità: Riccardo Romano (basso) e Lorenzo Madini (batteria). In trio, costruiscono un tessuto sonoro essenziale e raffinato, capace di muoversi tra jazz, blues e canzone d’autore, lasciando spazio ai chiaroscuri, ai silenzi, alle parole che contano. Qui la musica non accompagna il racconto: lo genera. Ogni brano diventa un frammento di storia, ogni atmosfera un luogo emotivo in cui il pubblico è invitato a sostare.
La produzione e la direzione artistica sono curate da Davide Rossi, presidente di Fedro, che, insieme al Teatro Duse, firma una produzione originale pensata fin dall’inizio per non esaurirsi nella data del debutto. «Questo progetto nasce da una domanda semplice ma radicale: come rendere omaggio a un gigante come Paolo Conte senza trasformarlo in un monumento», sottolinea Rossi. «La risposta è stata il tempo: tempo per ascoltare, per studiare, per costruire una relazione vera tra artisti, musica e pubblico. Con Max Lazzarin abbiamo scelto di partire da un luogo narrativo, l’Uomo del Mocambo, e da lì lasciare che la musica facesse il resto. È una prima nazionale, ma soprattutto è l’inizio di un cammino che vogliamo accompagnare a lungo, nei teatri e nei festival, in Italia e in Europa. Rileggere Paolo Conte oggi significa assumersi una responsabilità: confrontarsi con un autore che è già diventato paesaggio, immaginario collettivo, memoria condivisa. Max Lazzarin lo fa con rispetto e libertà, scegliendo la via dell’interpretazione personale, lontana dalla nostalgia e vicina all’ascolto. Il Teatro Duse, con la sua dimensione raccolta, diventa lo spazio ideale per questo incontro».
Questa prima nazionale rappresenta infatti un atto fondativo e inaugura una nuova linea produttiva di Fedro dedicata ai concerti tematici: percorsi culturali strutturati pensati per crescere nel tempo e dialogare con pubblici diversi. Una visione che trova nel Teatro Duse un alleato naturale, per vocazione, dimensione e attenzione alla qualità. Il 10 gennaio non va in scena una visione: quella di una musica che sedimenta e che costruisce senso. L’Uomo del Mocambo apre le porte del suo bar immaginario e invita il pubblico a entrare. Il viaggio comincia qui: dal Teatro Duse di Cortemaggiore.

Gli interpreti

MAX LAZZARIN. È uno dei pianisti e cantanti più appassionati interpreti del blues e del boogie woogie in Italia, con una carriera attiva da oltre trent’anni. Nato e cresciuto nel Veneto, ha assimilato forti influssi dalla musica di New Orleans e dalle sonorità del delta del Mississippi, fondendo tradizione afroamericana e contaminazioni mediterranee. La sua voce ruvida e il suono del piano raccontano storie di fiumi, strade polverose e atmosfere notturne. Ha calcato palcoscenici internazionali e partecipato a numerosi festival europei, portando il blues italiano oltre confine. Lazzarin è riconosciuto anche per la sua sensibilità interpretativa e il suo spirito di storyteller musicale. 

RICCARDO ROMANO. È un musicista, compositore e polistrumentista italiano con una formazione eclettica e radicata nella musica moderna. Ha studiato piano e chitarra alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio e ha iniziato a comporre musica fin da giovane, formando la sua prima band a 12 anni. Oltre a suonare il basso nel progetto con Lazzarin, è noto per il suo lavoro con gruppi come RanestRane e per progetti personali come *Riccardo Romano Land*. Romano ha collaborato con musicisti di fama internazionale e ha portato la sua versatilità in contesti che spaziano dal rock progressivo al teatro musicale. La sua esperienza include registrazioni, tournée e ruoli di arrangiatore e produttore.


LORENZO MADINI. È un batterista e percussionista italiano attivo in diverse formazioni musicali. La sua versatilità lo porta a spaziare tra vari generi, con una solida padronanza del ritmo e della dinamica. Madini è conosciuto per la capacità di fondere precisione tecnica e sensibilità espressiva, rendendolo un partner ideale per progetti che richiedono interpretazione e improvvisazione. La sua presenza nella scena musicale è caratterizzata da un approccio attento al suono e alla relazione tra i membri del trio. Collabora regolarmente con artisti della scena blues e jazz italiana.

BIGLIETTERIA
Biglietteria locale presso Associazione Turistica Cortemaggiore, Via Boni Brighenti 2/a nei seguenti giorni: 
- Lunedì dalle 9 alle 11
- Martedì dalle 17 alle 19
- Giovedì dalle 9 alle 11
- Sabato dalle 10 alle 12
Per la prenotazione degli spettacoli gratuiti contattare il seguente numero 366.3065722 preferibilmente con messaggio whatsapp.

Pubblicato il 7 gennaio 2026

 

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                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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