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Davide Enia commuove il pubblico di XNL con il suo Autoritratto

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Un’orazione civile e insieme un processo di analisi personale, trascinante, intimo e collettivo, ha scortato gli spettatori all’interno di un vortice in cui la mafia è davvero, dolorosamente, lo specchio di un sistema di pensiero millenario dal quale tutti, in qualche misura, siamo toccati. Lo spettacolo Autoritratto di e con Davide Enia, vincitore nel 2025 di due Premi Ubu (miglior attore e miglior nuovo testo italiano), ha aperto sabato 21 marzo a XNL Piacenza il programma del progetto Oltre le nuvole. Beyond the Clouds, promosso dal Centro per le arti contemporanee della Fondazione di Piacenza e Vigevano per esplorare il tema del cielo e delle sue metamorfosi attraverso diversi linguaggi artistici e che aprirà stabilmente al pubblico con una importante mostra il 2 aprile prossimo.
Lo spettacolo, in particolare, è il primo capitolo del trittico di teatro contemporaneo Delle nuvole o dell’identità che «indaga il tema delle ‘nuvole’ come metafora esistenziale dell’identità umana», ha spiegato la direttrice artistica di XNL Teatro Paola Pedrazzini, introducendo la serata insieme al vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Mario Magnelli

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Nelle foto, in alto, Davide Enia con Paola Pedrazzini e Mario Magnelli; sopra, un momneto dello spettacolo a XNL.

Subito dopo, quando il buio è sceso sulla sala gremita di XNL, si è levato il racconto di Davide Enia che, accompagnato dalla chitarra e dalla voce del musicista Giulio Barocchieri, ha alternato la forza evocativa del cunto e dell’“abbanniata”, il “canto dei venditori ambulanti siciliani, i fatti di cronaca e il racconto della propria parabola biografica, dalle scuole elementari al liceo: «A Palermo tutti quanti abbiamo pochissimi gradi di separazione con Cosa Nostra. Il primo morto ammazzato l’ho visto a otto anni, tornando a casa da scuola. Conoscevo il giudice Borsellino, abitava di fronte casa nostra, sono cresciuto giocando a calcio con suo figlio. E padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia, era il mio professore di religione al liceo». Tra i fatti di cronaca Enia ha preso in esame il caso che più d’ogni altro è considerato uno spartiacque nella coscienza collettiva: il rapimento e l’omicidio di Giuseppe di Matteo, il bambino figlio di un collaboratore di giustizia, rapito, detenuto per 778 giorni in condizioni spaventose e infine ucciso per strangolamento e sciolto nell’acido. Una storia disumana emblema dell’apparizione del male, il “sacro” nella sua declinazione di tenebra, per poi ricordare che «in una culla culturale in cui la miglior parola è quella non detta, che si configura come prima soglia dell’omertà, affrontare per davvero Cosa Nostra significa iniziare un processo di autoanalisi». 
Un racconto inteso e potente che ha visto il pubblico e l’autore respirare all’unisono la stessa profonda commozione, nell’esplorare e cercare di comprendere non solo ciò che la mafia è, non solo in se stessa, ma in ciascuno di noi.

Il ciclo teatrale Delle nuvole o dell’identità che prosegue il 16 aprile con Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità, spettacolo di e con Mario Perrotta dedicato alla figura e alle musiche di Domenico Modugno, e si conclude il 6 maggio con Re Lear è morto a Mosca, regia di César Brie, rievocazione del teatro ebraico di Mosca e riflessione sull’identità dell’artista.

Pubblicato il 24 marzo 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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