Il mondo dei giornali raccontato dalla musica: a «Cives» la performance Teojazz
“La stampa è mainstream. Prende un’idea, la porta a tutti, ne è compiaciuta a tal punto da compiacere chi la consuma. Il mainstream plasma la moda, la legge, i giovani”. La riflessione sull’informazione che ha fatto da filo conduttore per tutta la 24esima edizione di “Cives” si è conclusa con una perfetta sintesi musicale, elaborata e interpretata da Gabriele Garlaschelli e Alessandro Battaglia del gruppo “Plus a quartet”. È il concerto Teojazz, una creazione dei musicisti piacentini che ogni anno chiude il corso di formazione organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore con la diocesi di Piacenza-Bobbio e la Fondazione di Piacenza e Vigevano. Alla performance musicale – elettronica, chitarra, piano e voce – Garlaschelli e Battaglia hanno alternato la lettura di testi focalizzati sulla stampa, decritta allo stesso tempo come “mainstream” e “di nicchia”. Il concerto si è svolto nella serata di mercoledì 26 marzo al Collegio Sant’Isidoro.
La stampa raccontata dalla musica
“Legare la musica a un tema non è mai facile – spiegano Garlaschelli e Battaglia –, abbiamo provato a interpretare a modo nostro cos’è il mondo dei giornali, cercando di essere molto critici nei nostri pezzi. La musica poi viene sempre dalla parte emotiva, abbiamo lasciato andare quello che abbiamo dentro”. I musicisti hanno rappresentato la stampa “mainstream” con una canzone pop, la stampa “autoriale” con una canzone sullo stile del cantautorato e la stampa “digitale” con una musica più sperimentale. Ne esce l’immagine di una stampa in crisi? “Non ci siamo direttamente confrontati su questo, ma può essere una lettura”.
Durante lo spettacolo, i due musicisti hanno suonato i brani “Abbiamo perso una nazione”, “L’esperimento”, “Ogni camino” e “Animals and autotune”, quest’ultima scritta da Giacomo Folli. “In questo oceano dominato dallo squalo tech non si trova più spazio per la carta”, sostengono provocatoriamente Garlaschelli e Battaglia in uno dei loro testi. “Anzi – prosegue – la carta è un crimine, perché una volta era un albero, e la vita dell’albero vale troppo per macchiarla con l’inchiostro”.
Francesco Petronzio
Pubblicato il 28 marzo 2025
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