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Inflazione, produttività, ambiente: Cottarelli al PalabancaEventi

Simone Bini Smaghi Carlo Cottarelli Angelo Antoniazzi

Sette grandi sogni immaginati e concretizzati da riformisti visionari con la volontà di cambiare il mondo. Ma siccome il confine tra sogno e utopia è spesso sottile, qualcosa è andato storto e alcune di queste idee, messe a confronto con la realtà, hanno preso la direzione sbagliata. Sono le “chimere” di cui parla l’economista cremonese Carlo Cottarelli nella sua ultima fatica editoriale (Chimere. Sogni e fallimenti dell’economia, Feltrinelli) presentata per iniziativa di Banca di Piacenza e Arca Fondi SGR in un PalabancaEventi gremito in ogni ordine di posti (Sala Corrado Sforza Fogliani non è stata sufficiente ad ospitare gli intervenuti, rendendo necessario anche l’utilizzo di Sala Panini videocollegata).
Dopo il saluto portato dal direttore della Banca Angelo Antoniazzi, il vicedirettore generale di Arca Fondi SGR Simone Bini Smaghi ha dialogato con l’autore allo scopo di illustrare il contenuto del volume, concentrando l’attenzione su tre dei sette capitoli (lasciando alla lettura del libro gli altri quattro: ascesa e caduta delle criptovalute, la liberalizzazione della finanza e la crisi del 2008-09, globalizzazione e sovranità economica, flat tax e dintorni).

Sul ritorno dell’inflazione, il prof. Cottarelli ha spiegato che rispetto al sogno di liberarsene una volta per tutte - dopo che negli anni ’70-’80 era sempre a doppia cifra - si era giunti alla conclusione che bisognava togliere alla politica, quindi ai governi, il potere di stampare moneta, lasciando lo stesso alle banche centrali, con l’impegno di queste ultime di tenere l’inflazione massimo al 2%.
«Negli anni ’90 e nei primi 20 anni di questo secolo - ha argomentato l’economista - la strategia ha funzionato, poi qualcosa è andato storto. Nell’aprile 2021 i prezzi delle materie prime e dell’energia hanno iniziato a salire facendo poi tornare il tasso d’inflazione a doppia cifra. I banchieri hanno sbagliato qualcosa? E se sì, questo vuol dire che il modello non era corretto?».
Il prof. Cottarelli ha risposto sì al primo interrogativo; no al secondo. «Le banche centrali - ha proseguito - hanno esagerato a fare una cosa necessaria: con il Covid l’economia mondiale è caduta in un buco e c’era l’esigenza di tirarla fuori; esisteva il timore che la produzione non riprendesse, ed i governi di tutto il mondo hanno avviato politiche espansive (in Italia, soprattutto attraverso i bonus). Se aumenti le spese e tagli le tasse, crei deficit, che va finanziato. E allora le banche centrali hanno deciso di ridiventare il bancomat dei governi. La cosa ha funzionato, nel senso che l’economia è ripartita velocemente. Il problema è che troppo potere d’acquisto ha l’effetto di far salire i prezzi: il valore delle materie prime dipende, infatti, dall’incontro tra domanda e offerta. Teniamo conto che l’errore è stato commesso in una situazione incerta e nuova e quindi è giustificabile; ma, ripeto, per me il modello è ancora valido e si deve continuare a non ridare alla politica il potere di stampare moneta».

Sala Corrado Sforza Fogliani gremita

Il dott. Bini Smaghi ha quindi “interrogato” l’autore sul mito della tecnologia e sul mistero della bassa crescita della produttività. L’economista cremonese ha evidenziato come ci sia stata in questi ultimi 25 anni una dicotomia tra progresso tecnologico e crescita della produttività: «Il fatto è che il progresso tecnologico non sembra essere così rivoluzionario come in passato. La produttività dipende dalle tecniche produttive. Quindi vien da pensare quello che ho appena detto. Nel periodo d’oro del XX secolo (1920-1970) il tasso di crescita della produttività era superiore al 2%; negli Stati Uniti nell’ultimo quarto di secolo è stato dello 0,4%, il più basso da 150 anni».

Terzo argomento affrontato, i vincoli ambientali alla crescita. «Il problema è il surriscaldamento globale - ha sottolineato il prof. Cottarelli -. Occorre trovare la via per poter crescere migliorando l’ambiente. La soluzione va trovata a livello globale, ma non è facile mettere d’accordo Paesi cosiddetti ricchi e Paesi emergenti, perché questi ultimi non sono disposti a fare passi indietro perché danno la responsabilità dell’attuale quantità di CO2 presente in atmosfera alle nazioni avanzate, che in effetti oggi stanno facendo sforzi per diminuirle, queste emissioni».

Al termine della presentazione, è seguito un ampio dibattito. Agli intervenuti è stata consegnata, fino ad esaurimento, copia del volume (i cui diritti sono per intero destinati all’Associazione Vidas per l’assistenza ai malati inguaribili) e l’autore si è volentieri prestato al rito del firmacopia.

Nelle foto: Simone Bini Smaghi, Carlo Cottarelli, Angelo Antoniazzi e la Sala “Corrado Sforza Fogliani” gremita di gente.

Pubblicato il 4 ottobre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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