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Don Bavagnoli: serve un'amicizia sociale

Bavagnoli don gigi in nostra Signora di Lourdes

Nella sua terza enciclica Papa Francesco propone come terapia, per il mondo in cui viviamo, la fraternità sul modello del Buon Samaritano. Una “governance globale per le migrazioni”, un identikit del “buon politico” mettendo in guardia dal “populismo irresponsabile”, una riforma dell’ONU evidenziando che “il mercato da solo non risolve tutto” e cita una canzone di Vinicius de Moraes, per esortare alla gentilezza.
Questi i punti salienti della “Fratelli tutti”, messi in evidenza da don Gigi Bavagnoli intervenuto, il 24 gennaio, nella parrocchia cittadina di Nostra Signora di Lourdes per un incontro sulla lettera-enciclica del Papa.

Maggiore fraternità per il futuro

“Il Santo, di cui papa Francesco porta il nome e da cui trae ispirazione, - ha affermato don Bavagnoli - si manifesta nella dichiarazione di intenti del pontefice verso l’umanità e nell’appello alla fraternità universale. Nel documento il Papa cerca di declinare e di spiegare il disagio e l’inquietudine che l’umanità sta vivendo a partire dalle torri gemelle del 2001, dalla crisi finanziaria del 2008 e da questa pandemia del 2020”. La risposta a queste criticità - secondo papa Francesco -   non può che venire da una maggiore fraternità e da un progetto operativo per il futuro.
Stiamo però osservando - ha continuato don Bavagnoli - una chiusura del mondo che ostacola la fratellanza mondiale. “L’enciclica inoltre - ha aggiunto il teologo - fa delle analisi critiche nei confronti dell’economia e della politica, cercando di elaborare un progetto economico più adeguato ai diritti delle persone, allargando l’orizzonte in una condizione di accoglienza per tutti”.
“La Laudato sii, la precedente enciclica, - a parere del sacerdote - incentrata sul tema dell’ecologia, aveva avuto più riscontri. “Fratelli tutti” invece mette in discussione i fondamenti del mondo occidentale e costringe a fare una revisione dei concetti basici come quello della libera economia di mercato in cui tutti viviamo. Quindi va a toccare delle questioni più spinose rispetto all’ecologia”.
Nel complesso - concludendo il suo intervento - don Bavagnoli ha sottolineato come l’enciclica di Papa Francesco mette in piena luce il suo pontificato che si riassume proprio nel costruire ponti con tutti.

R.T.

Pubblicato il 26 gennaio 2021

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  • In Cattedrale è stato ricordato il beato Secondo Pollo

    pollo

    Lunedì 26 dicembre il vescovo mons. Adriano Cevolotto ha presieduto la messa in Cattedrale a Piacenza nella memoria del beato Secondo Pollo, cappellano militare degli alpini. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle sezioni degli Alpini di Piacenza e provincia e i sacerdoti mons. Pierluigi Dallavalle, mons. Pietro Campominosi, cappellano militare del II Reggimento Genio Pontieri, don Stefano Garilli, cappellano dell'Associazione Nazionale degli Alpini di Piacenza, don Federico Tagliaferri ex alpino e il diacono Emidio Boledi, alpino dell'anno nel 2019.
    Durante la Seconda guerra mondale, il sacerdote parte per la zona di guerra del Montenegro (Albania), dove trova la morte il 26 dicembre dello stesso anno, colpito da fuoco nemico mentre soccorreva un soldato ferito. 
    Originaio di Vercelli, fu beatificato il 24 maggio 1998 da papa Giovanni Paolo II. 

    Nella foto, il gruppo degli Alpini presenti in Cattedrale con il vescovo mons. Adriano Cevolotto.

    Pubblicato il 27 dicembre 2022

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