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Lutto per i padri Scalabriniani

galli piccoli

La Congregazione dei Missionari di San Carlo, gli Scalabriniani, annuncia la morte di padre Luciano Piccoli di Campodazzo e padre Carlo Galli di Piacenza.
Padre Piccoli è deceduto il 12 gennaio, mentre padre Galli il 18.
Li ricordiamo attraverso la storia della loro vita e del loro ministero.

Padre Galli, autorevole insegnante di generazioni di seminaristi

Padre  Carlo Galli (nella foto a destra) nasce a Piacenza il 15 maggio 1926. E’ il primogenito di 4 figli e, ancora ragazzino, come si usava a quei tempi, decide di entrare nel Seminario scalabriniano a Bassano del Grappa. Mentre prosegue il suo cammino di seminarista, il fratello secondogenito decide di partire per l’Argentina in cerca di un futuro migliore; vi rimarrà per sempre, mettendo su famiglia in questa “terra che gli aveva dato il pane”. Carlo, grazie proprio all’esperienza di questo fratello, conosce direttamente il dramma dei migranti, confermando la propria vocazione di diventare un missionario scalabriniano.
Era dotato di una intelligenza viva e di una grande volontà . Così, appena ordinato sacerdote a soli 24 anni, invece di coronare il sogno di andare all’estero per stare vicino ai migranti italiani, viene destinato ad insegnare nei seminari scalabriniani in Italia. Nel frattempo, si laurea in lettere classiche presso l’università di Padova. Questo passaggio lo qualificherà sempre come un autorevole insegnante, offrendo la sua lunga docenza ad intere generazioni di seminaristi che, ancora oggi, lo ricordano con particolare riconoscenza. Percorre così l’Italia dal nord al sud, dove i nostri seminari avessero richiesto il suo apporto specifico. Nel contempo ricopre anche l’incarico di rettore e formatore dei giovani che erano incamminati a farsi scalabriniani. Quando può, con passione si reca nelle missioni, soprattutto in Canada, a sostituire i nostri missionari che desideravano prendersi un tempo di riposo.
La sua “saggezza” e la sua competenza sono sempre state apprezzate dai confratelli che, in più riprese, lo hanno eletto consigliere provinciale. Ormai settantenne, lascia la vita dei seminari e della docenza, e con entusiasmo chiede di poter trascorrere i suoi ultimi anni nella pastorale diretta a contatto con la gente. Così nel 1995 viene inviato come assistente nella parrocchia del SS. Redentore (Roma) e poi nella parrocchia della “Stocchetta” a Brescia, dove riesce, ormai quasi settantacinquenne, addirittura a imparare la lingua spagnola per poter accompagnare la numerosa comunità di immigrati latino-americani presenti in diocesi e della quale era stato nominato “cappellano”.
A 85 anni ritorna a Piacenza, anche perché la sua salute comincia ad accusare qualche problema. Qui, nella sua città natale, finchè le forze glielo consentiranno, si mette a disposizione nel dare un mano alle parrocchie che chiedono un aiuto pastorale. Intanto i malanni si fanno più seri, fino a quando nel marzo dell’anno scorso, chiede lui stesso di essere accompagnato nella comunità degli Scalabriniani di Arco (TN) dove sarebbe stato seguito e accudito nel modo migliore.
Negli ultimi mesi le forze si affievoliscono e, ormai quasi 95enne, si spegne serenamente il 18 gennaio scorso. Con padre Carlo la famiglia scalabriniana perde una delle sue “colonne” storiche: era attaccatissimo al Fondatore, alla Congregazione; amava profondamente aggiornarsi, seguire il lavoro dei  missionari, essere coinvolto nel cammino della comunità in cui viveva. Sempre attento e vicino alle problematiche dei migranti.

Padre Piccoli, sempre vicino ai migranti italiani all'estero

Padre Luciano Piccoli (nella  foto a sinistra) era nato il 30 luglio 1939 a Campodazzo, un piccolo centro alla periferia di Bolzano, dove la sua famiglia si era trasferita provenendo dalla zona del veronese. Fin da ragazzo avverte il desiderio di diventare sacerdote ed entra nel seminario vescovile di Trento. Quando era già studente di teologia, grazie all’incontro con un missionario scalabriniano, che era andato a parlare ai giovani seminaristi della diocesi trentina, Luciano rimane affascinato dal carisma dei Missionari scalabriniani. Matura in lui il desiderio di farsi missionario per seguire e accompagnare i migranti italiani che avevano lasciato la loro terra per andare all’estero in cerca di un lavoro e un pezzo di pane dignitosi.
Così all’inizio del 1960 Luciano decide di entrare nella Congregazione dei Missionari scalabriniani. Il 18 marzo del 1966 viene ordinato sacerdote proprio nella chiesa di S. Carlo in Piacenza. Dopo un’esperienza di 5 anni nella parrocchia del SS. Redentore a Valmelaina (Roma), affidata ai Padri Scalabriniani, comincia un tempo di servizio come formatore nel seminario minore di Siponto (Foggia), dove rimane per 10 anni. Dall’81 all’84 ricopre l’incarico di Direttore dell’istituto “S. Carlo” per i figli degli emigrati in Osimo (Ancona). Nell’84 inizia la sua avventura come missionario all’estero. Trascorre 4 anni a Peterborough (Inghilterra), poi a Colonia in Germania, poi ancora a Basilea per 2 anni come vicario della Missione Cattolica italiana e, infine, dal 2000 al 2015 è il responsabile della Missione Cattolica italiana a Berna (Svizzera). Ormai 75enne, non potendo più svolgere il servizio di Direttore a Berna, ritorna in Italia, a Roma nella parrocchia dove aveva lavorato appena ordinato sacerdote. Vi rimane per tre anni.

IL TEMPO DEDICATO ALLA PREGHIERA. La sua salute nel frattempo risente di alcuni problemi, e allora, nel 2018, si trasferisce nella comunità  a Piacenza. In questo periodo svolge il servizio di cappellano all’Istituto della Casa di riposo “Madonna della Bomba”, fino a quando il lockdown blocca ogni attività.
Padre Luciano trascorre qui a Piacenza il suo ultimo tempo, che era scandito per la maggior parte dalla lettura e dalla preghiera. Lo vedevi spesso davanti alla grotta della Madonna, in Cappella davanti al tabernacolo, lungo il chiostro mentre recitava il rosario…
Due mesi fa contrae il covid-19 e viene portato all’ospedale. Sembrava che la situazione volgesse al meglio, ma le sue pregresse situazioni precarie di salute lo hanno debilitato fino al punto che le sue forze non ce l’hanno fatta più.
Martedì 12 gennaio padre Luciano ritornava alla Casa del Padre. Ora si avverte in comunità un vuoto particolare:  aveva quella delicatezza di farsi presente in maniera quasi nascosta, ma meravigliosamente umana e cristiana.

Pubblicato il 19 gennaio 2021

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  • In Cattedrale è stato ricordato il beato Secondo Pollo

    pollo

    Lunedì 26 dicembre il vescovo mons. Adriano Cevolotto ha presieduto la messa in Cattedrale a Piacenza nella memoria del beato Secondo Pollo, cappellano militare degli alpini. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle sezioni degli Alpini di Piacenza e provincia e i sacerdoti mons. Pierluigi Dallavalle, mons. Pietro Campominosi, cappellano militare del II Reggimento Genio Pontieri, don Stefano Garilli, cappellano dell'Associazione Nazionale degli Alpini di Piacenza, don Federico Tagliaferri ex alpino e il diacono Emidio Boledi, alpino dell'anno nel 2019.
    Durante la Seconda guerra mondale, il sacerdote parte per la zona di guerra del Montenegro (Albania), dove trova la morte il 26 dicembre dello stesso anno, colpito da fuoco nemico mentre soccorreva un soldato ferito. 
    Originaio di Vercelli, fu beatificato il 24 maggio 1998 da papa Giovanni Paolo II. 

    Nella foto, il gruppo degli Alpini presenti in Cattedrale con il vescovo mons. Adriano Cevolotto.

    Pubblicato il 27 dicembre 2022

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