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Il Vescovo autorizza l'assoluzione collettiva dei malati

cattedralepiacenza

Il vescovo mons. Gianni Ambrosio in seguito al decreto del 19 marzo della Penitenzeria apostolica della Santa Sede rilancia alla diocesi le indicazioni data dalla Santa Sede riguardo all’indulgenza plenaria, all’assoluzione collettiva di più fedeli e al sacramento della confessione.
Questo è il testo della nota del Vescovo che porta la data del 25 marzo.

Ai Sacerdoti
A tutti i fedeli
Diocesi di Piacenza-Bobbio

Speciali Indulgenze ai fedeli e Sacramento della Riconciliazione
nell'attuale situazione di pandemia

Cari sacerdoti,
Cari fratelli e sorelle,

la gravità dell'attuale situazione di pandemia in cui versa l'intera umanità
richiede che in modo ancor più forte ogni fedele possa ricevere il conforto che viene dal
perdono di Dio.

Con Decreto del 19 marzo 2020 circa la concessione di speciali Indulgenze ai fedeli
nell'attuale situazione di pandemia, la Penitenziaria Apostolica concede il dono di
speciali Indulgenze ai fedeli affetti dal morbo Covid-19, comunemente detto
Coronavirus, nonché agli operatori sanitari, ai famigliari e a tutti coloro che a
qualsivoglia titolo, anche con la preghiera, si prendono cura di essi. Secondo le
indicazioni della Penitenzieria, è accordata l' Indulgenza plenaria;

- ai fedeli affeffi da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione
dell'autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l'animo
distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di
comunicazione alla celebrazione della Santa Messa, alla recita del Santo Rosario, alla
pia pratica della Via Crucis o ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il
Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo
questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di
adempiere le consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e
preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile;

- alle medesime condizioni, è al pari concessa agli operatori sanitari, ai familiari e a
quanti, sull'esempio del Buon Samaritano, esponendosi al rischio di contagio,
assistono i malati di Coronavirus secondo le parole del Divino Redentore: <<nessuno
ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13);

- alle medesime condizioni, poi è accordata a quei fedeli che offrano la visita al
Santissimo Sacramento, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz'ora, o la
recita del Santo Rosario, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della
Coroncina della Divina Misericordia, per implorare da Dio Onnipotente la cessazione
dell'epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti
il Signore ha chiamato a sé.

La Chiesa tutta prega per chi si trovasse nell'impossibilità di ricevere il sacramento
dell'Unzione degli infermi e del Viatico, affidando alla Misericordia divina tutti e ciascuno
in forza della comunione dei santi e concede al fedele l'Indulgenza plenaria in punto di
morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante la vita qualche
preghiera (in questo caso la Chiesa supplisce alle solite condizioni richieste).
Per il conseguimento di tale indulgenza è raccomandabile l'uso del crocifisso o della
croce (cf . Enchiridion indulgentiarum, n.12).

Dice il Signore: "Io sono con voi tutti i giorni" (Mt 28, 20). Per quanto riguarda il
Sacramento della Riconciliazione, secondo le indicazioni della Conferenza Episcopale
Italiana, anche per la nostra Diocesi, la confessione individuale nei luoghi di culto avvenga
in spazi ampi ed areati, esterni al confessionale. Nell'ascolto delle confessioni si mantenga
una distanza adeguata tra il ministro e il penitente, con la dovuta riservatezza del sigillo
sacramentale. A protezione del penitente e propria, il sacerdote indossi quantomeno una
mascherina protettiva idonea e, ove possibile, presidi di reciprocaprotezione sanitaria.

Con la Nota del 19 marzo 2020 circa il Sacramento della Riconciliazione, la
Penitenzieria Apostolica ha inoltre ricordato che la confessione individuale rappresenta il
modo ordinario per la celebrazione di questo sacramento, mentre I'assoluzione collettiva,
senza la previa confessione individuale, non può essere impartita se non laddove ricorra
l'imminente pericolo di morte, non bastando il tempo per ascoltare le confessioni dei singoli
penitenti, oppure una grave necessità (can. 961 § 1, 2o CIC), ferma restando la necessità, per
la valida assoluzione, del votum sacramenti da parte del singolo penitente, vale a dire il
proposito di confessare a tempo debito i singoli peccati gravi, che non era possibile
confessare al momento della confessione.

Pertanto, a causa del livello di contagio e della grave necessità provocata nel nostro
territorio dalla situazione di pandemia, nel rispetto delle indicazioni della Penitenziaria
Apostolica, concedo ai sacerdoti della nostra Diocesi, per il periodo di emergenza sanitaria,
ogni qualvolta se ne presentasse la necessità, la

speciale facoltà di impartire l'assoluzione collettiva di più fedeli

senza la previa confessione individuale, all'ingresso dei reparti ospedalieri, o in altre
circostanze ove si trovino ricoverati i fedeli contagiati in pericolo di morte, assieme al
personale medico e sanitario che, esponendosi al rischio di contagio, si dedica alla loro cura
ed assistenza; fermo restando il proposito di confessare a tempo debito i singoli peccati
gravi che al momento non era possibile confessare.
I sacerdoti, dotati di idonea mascherina protettiva e, ove possibile, di presidi di reciproca
protezione sanitaria, potranno impartire l'assoluzione sacramentale a più fedeli insieme
avendo riguardo a che la formula possa essere ascoltata, ovvero percepita in
qualunque forma, dai penitenti ovvero ad essi trasmessa.

Laddove i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere
l'assoluzione sacramentale, si ricorda che la contrizione perfetta, proveniente dall'amore
di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al
momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dal proposito di ricorrere,
appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono di tutti i peccati (cf.
Catechismo, n. 1452).

Mai come in questo tempo la Chiesa sperimenta la forza della comunione dei santi,
innalza al suo Signore Crocifisso e Risorto voti e preghiere, in particolare il Sacrificio della
Santa Messa, quotidianamente celebrato, anche senza popolo, dai sacerdoti.

La Beata Vergine Maria, Salute degli infermi e Aiuto dei cristiani, alla quale ho affidato
la nostra Chiesa mediante la preghiera del Santo Rosario nella Solennità dell'Annunciazione
del Signore nel Santuario di Santa Maria di Campagna, voglia soccorrere tutti noi e
l'umanità sofferente a causa di questa pandemia e ottenerci ogni bene necessario alla nostra
salvezza e santificazione.

Con la mia benedizione nel Signore,

+ Gianni Ambrosio, vescovo

Pubblicato 25 marzo 2020

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