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Un anno di riflessione sull'Amoris laetitia

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Un anno di riflessione sull’Amoris laetitia. È quello annunciato da Papa Francesco il 27 dicembre, festa della Santa Famiglia di Nazaret,  in occasione del quinto anniversario di promulgazione dell’Esortazione apostolica che ricorrerà il 19 marzo 2021. Sarà un’opportunità per approfondire i contenuti del documento, ha precisato il Santo Padre, che si concluderà il 26 giugno 2022: “Queste riflessioni saranno messe a disposizione delle comunità ecclesiali e delle famiglie, per accompagnarle nel loro cammino. Fin d’ora invito tutti ad aderire alle iniziative che verranno promosse nel corso dell’Anno e che saranno coordinate dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita”.

“Se litighiamo in famiglia non finisca la giornata senza fare la pace”

“Il Figlio di Dio ha voluto aver bisogno, come tutti i bambini, del calore di una famiglia. Proprio per questo, quella di Nazaret è la famiglia-modello, in cui tutte le famiglie del mondo possono trovare il loro sicuro punto di riferimento e una sicura ispirazione”. Lo ha detto il Papa dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano, invitando a “riscoprire il valore educativo del nucleo familiare: esso richiede di essere fondato sull’amore che sempre rigenera i rapporti aprendo orizzonti di speranza. In famiglia si potrà sperimentare una sincera comunione quando essa è casa di preghiera, quando gli affetti sono profondi e puri, quando il perdono prevale sulle discordie, quando l’asprezza quotidiana del vivere viene addolcita dalla tenerezza reciproca e dalla serena adesione alla volontà di Dio”.
In questo modo, ha aggiunto, “la famiglia si apre alla gioia che Dio dona a tutti coloro che sanno dare con gioia. Al tempo stesso, trova l’energia spirituale di aprirsi all’esterno, agli altri, al servizio dei fratelli, alla collaborazione per la costruzione di un mondo sempre nuovo e migliore; capace, perciò, di farsi portatrice di stimoli positivi; evangelizzatrice con l’esempio di vita”.
“È vero, in ogni famiglia ci sono dei problemi, e a volte anche si litiga”, ha osservato Francesco, ma “siamo umani, siamo deboli, e tutti abbiamo a volte questo fatto che litighiamo in famiglia. Io vi dirò una cosa: se litighiamo in famiglia, che non finisca la giornata senza fare la pace”. E poi, ha ribadito, “in famiglia ci sono tre parole, tre parole da custodire sempre: ‘permesso’, ‘grazie’, ‘scusa’” perché se “nell’ambiente familiare ci sono queste tre parole, la famiglia va bene”.

"Penso alle famiglie provate dalla pandemia"

“Il mio pensiero va in particolare alle famiglie che in questi mesi hanno perso un congiunto o sono state provate dalle conseguenze della pandemia. Penso anche ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario il cui grande impegno in prima linea nel contrasto alla diffusione del virus ha avuto significative ripercussioni sulla vita familiare”. Così il Papa ha proseguito : “E oggi affido al Signore ogni famiglia, specialmente quelle più provate dalle difficoltà della vita e dalle piaghe dell’incomprensione e della divisione”.

Pubblicato il 29 dicembre 2020

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