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Ministri straordinari della comunione: la relazione alla base della cura

ministri

 

“La cosa più importante della cura è costruire una relazione verso il malato”: sono le parole di Itala Orlando, referente dell’Ufficio della Pastorale della Salute della diocesi di Piacenza Bobbio, che ha offerto la sua testimonianza durante la celebrazione conclusiva del cammino di formazione dei ministri straordinari della comunione, il 4 maggio, nella chiesa di san Giovanni in Canale a Piacenza. Don Paolo Capra, parroco e direttore dell'Ufficio Liturgico nonché responsabile della formazione dei ministri straordinari, ha presieduto la celebrazione, la sua guida è stata affiancata dal supporto di Dario Carini, Segretario degli Uffici e Servizi pastorali diocesani, una presenza costante e rassicurante che ha contribuito a organizzare l'evento nei minimi dettagli.

La cura verso i malati

Dopo la liturgia della parola, il commento e la testimonianza di Itala Orlando che ha offerto una riflessione profonda sul ruolo dei ministri straordinari, basandosi su principi biblici e sulla propria esperienza. Itala ha iniziato la sua riflessione con riferimento al Vangelo di Marco, dove Gesù organizza la missione dei discepoli mandandoli a due a due, evidenziando l'importanza della comunità e del supporto reciproco nella missione cristiana. Ha sottolineato che il terzo elemento in ogni coppia missionaria è Dio stesso, che è la vera guida e il fulcro della missione. Orlando ha poi messo in evidenza, come referente della Pastorale della Salute della diocesi, che la cura dei malati non è solo compito degli specialisti, ma di tutta la comunità cristiana. Ha parlato dell'importanza della presenza e del sostegno ai malati, non solo come un dovere, ma come una fondamentale manifestazione dell'amore cristiano, riflettendo sull'esempio di Gesù.

Vero servizio cristiano

Il discorso ha incluso un'interpretazione personale del concetto biblico che "una corda a tre capi non si rompe facilmente", illustrando come la presenza di Dio rafforza il legame tra i cristiani, consentendo loro di superare insieme le sfide. Ha anche menzionato il libro di Qoelet per esaltare il valore della compagnia e del sostegno reciproco. Parlando dal punto di vista personale, Itala ha condiviso le sue recenti esperienze di ospedalizzazione, rivelando come l'atteggiamento e la dedizione del personale sanitario abbiano fatto una significativa differenza nella sua esperienza, sottolineando l'importanza delle piccole gentilezze e della presenza attenta. Infine, ha riflettuto sulla natura del compito dei ministri straordinari della comunione, che non dovrebbe basarsi su atti di visita superficiale, ma su una profonda relazione di cura e rispetto, riconoscendo e rispettando l'individualità e la situazione di ogni persona. Ha concluso sottolineando che il vero servizio cristiano ama le persone e le supporta nella loro situazione attuale, rappresentando un collegamento vivente con la comunità più ampia.

L’unzione

Un momento particolarmente commovente del pomeriggio in San Giovanni in Canale, è stato il "gesto di cura", durante il quale tutti i ministri hanno ricevuto l'unzione sulle mani. Questo rito simbolico ha rappresentato non solo un rinnovo del loro impegno al servizio della comunità eucaristica, ma anche un invito a continuare a essere strumenti di pace e guarigione nelle mani di Dio. La celebrazione si è conclusa con un significativo congedo di pace, un invito a portare lo spirito di comunione e di fraternità vissuto durante la liturgia anche fuori dalle mura della chiesa, nelle case e nei cuori delle persone servite dai ministri straordinari.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 6 maggio 2024

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