Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Come guarire le ferite della vita con Gesù

Laura Pirotta


“Tra like, giudizi e aspettative, come gestire l’ansia oggi” è il titolo dell’incontro di domenica 26 aprile alle 17 nell’oratorio della parrocchia Santi Angeli Custodi di Piacenza a Borgotrebbia. Ospite, la psicologa Laura Pirotta, autrice del libro “Guarire le ferite dell’anima con Gesù”.
L’abbiamo intervistata.

Una direzione per la vita

Per iniziare, ci offre qualche nota su di sé
Sono psicologa del benessere e della crescita personale, counselor cristiana, docente e divulgatrice. Da anni accompagno persone - in particolare giovani e adulti - nella gestione delle emozioni, dello stress e delle dinamiche relazionali. Parallelamente svolgo attività di formazione e divulgazione, anche sui social e su YouTube, dove cerco di rendere accessibili temi complessi legati alla psicologia e alle neuroscienze applicate alla vita quotidiana.

Che specificità ha una counselor cristiana?
La specificità non è tanto nell’aggiungere qualcosa, quanto nel dare una direzione. Una counselor cristiana lavora sugli stessi strumenti psicologici, ma li inserisce dentro una visione più ampia della persona, che non è solo mente ed emozioni, ma anche senso, relazione e spiritualità. Significa accompagnare senza giudicare, ma anche aiutare a leggere la propria vita alla luce di un significato più profondo, dove fragilità e ferite non sono solo problemi da risolvere, ma luoghi in cui può emergere una trasformazione.

L’ansia

Quanto l’ansia è un problema per i giovani?
L’ansia oggi è una delle esperienze più diffuse tra i giovani, ma spesso è anche una delle più fraintese. Non è semplicemente “troppa sensibilità”: è il segnale di un sistema che vive costantemente sotto pressione. I ragazzi sono esposti a un livello di stimoli, aspettative e confronto continuo che le generazioni precedenti non hanno mai sperimentato in questa forma. Questo rende l’ansia quasi una condizione di base.

Sono più fragili dei coetanei di ieri?
Più che fragili, direi più esposti. I giovani di oggi hanno meno spazi di decompressione e più occasioni di confronto costante. Allo stesso tempo, però, hanno anche una maggiore consapevolezza emotiva e una maggiore apertura nel parlare di sé. Non sono più deboli: stanno semplicemente affrontando un contesto più complesso, con strumenti che devono ancora imparare a usare pienamente.

I social come amplificatore

I social sono una causa?
I social non sono la causa, ma un potente amplificatore. Amplificano il confronto, il bisogno di approvazione e la percezione di non essere abbastanza. Accanto ai social ci sono però altri fattori importanti: la pressione sulla performance (scuola, risultati, futuro), la paura del giudizio, relazioni sempre più instabili o ambigue, la difficoltà a tollerare frustrazione e attesa, L’ansia nasce spesso proprio dall’incrocio di questi elementi.

Da dove nasce il suo libro?
Il libro nasce dall’esperienza diretta con le persone. Dalle domande che tornano sempre, dai blocchi che si ripetono, dalla sensazione diffusa di sentirsi smarriti anche quando “sulla carta” sembra andare tutto bene. È nato dal desiderio di offrire un percorso che non fosse solo teorico, ma profondamente pratico: qualcosa che aiutasse le persone a pensare, sentire e agire più consapevolmente nella quotidianità.

Come si abbina la psicologia alla fede?
Psicologia e fede non si oppongono, ma lavorano su piani diversi e complementari. La psicologia aiuta a comprendere come funzioniamo, la fede aiuta a dare un senso al perché. Quando integrate, permettono un lavoro più completo: non solo stare meglio, ma anche orientarsi meglio. Non solo ridurre il disagio, ma costruire una direzione.

Le relazioni

Come Gesù guarisce le ferite dell’anima?
Gesù non guarisce partendo dal sintomo, ma dalla relazione. Nel Vangelo, la prima cosa che fa è vedere, ascoltare, incontrare. La guarigione non è solo un “togliere il dolore”, ma un restituire dignità, valore, identità. È un processo che passa attraverso l’incontro, la verità e, spesso, anche attraverso il tempo. Per questo, il suo messaggio continua a essere profondamente attuale: perché parla alla parte più profonda della persona.

Laura Caffagnini

Pubblicato il 18 aprile 2026

Nella foto, Laura Pirotta.

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente