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Il sogno di pace degli Alpini: concerto alla Casa Madre degli Scalabriniani

 alpini



Un’atmosfera carica di emozione ha avvolto la Casa Madre degli Scalabriniani in via Torta, il 1° giugno, dove il Coro ANA Valnure ha incantato il pubblico con il concerto "Il sogno di pace degli Alpini".
L’evento ha coronato la giornata della memoria liturgica di San Giovanni Battista Scalabrini che si è tenuta in cattedrale con la messa.

Riconciliazione tra i popoli

La serata è stata aperta dagli interventi istituzionali del prefetto Paolo Ponta e del sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi. Entrambi hanno sottolineato l'importanza della figura di San Giovanni Battista Scalabrini, la cui opera a favore dei migranti continua a essere di grande attualità. Scalabrini, vescovo di Piacenza, è stato un pioniere nella difesa dei diritti degli emigranti italiani, guadagnandosi il titolo di "Padre dei Migranti". La grande figura di Scalabrini - hanno detto - ha fatto risuonare nel mondo, già nei primi tempi, il valore dell'emigrazione e il bisogno di riconciliazione tra i popoli.

toffari

Il significato dell'evento

Padre Mario Toffari, direttore dell’Ufficio Migrantes, ha preso la parola per spiegare il significato profondo dell’evento. Ha ricordato come Scalabrini e l'attuale vescovo Adriano Cevolotto, pur essendo uomini nati in pianura, li lega un amore profondo per la montagna, simbolo di elevazione spirituale e ricerca di pace interiore. “Scalabrini - ha detto Toffari - nelle sue visite pastorali è andato in tutte le chiese sparse nei monti e nelle valli del territorio piacentino”. Il padre scalabriniano ha poi riportato gli appunti di Scalabrini in cui scriveva: Sono salito al Monte Penna a 1700 metri sul livello del mare. Quei gioghi alpestri sono abitati per nove mesi all’anno da circa trecento operai, estremamente poveri, che segano la legna, cuocciono il carbone e fanno altri lavori del genere; abitano al riparo di elci secolari, proteggendosi dalle intemperie sotto i loro rami e non godono mai o quasi mai dell’assistenza spirituale di un sacerdote”. Anche il Vescovo Adriano ha poi voluto onorare, negli scorsi mesi, il cippo di Scalabrini sul Monte Penna, scrivendo: “Spero che la passione, lo zelo pastorale e l’attenzione ai più poveri e alle necessità dei migranti del vescovo Scalabrini accompagnino anche me e la nostra Comunità”.

Le voci degli Alpini

Questo legame con la montagna è poi particolarmente significativo per gli Alpini, che nelle loro canzoni e tradizioni hanno espresso un profondo senso di appartenenza e di amore per la natura e la patria. Il Coro ANA Valnure, con la sua esibizione, ha saputo trasmettere tutta la forza emotiva e la bellezza dei canti alpini. Ogni brano è stato un viaggio attraverso storie di vita, di sacrificio e di speranza, portando il pubblico a riflettere sul valore della pace e della solidarietà. Le armonie corali, potenti e delicate allo stesso tempo, hanno creato un'atmosfera di comunione e raccoglimento, evocando immagini di montagne, di guerre passate e di desideri di pace futura.

Un messaggio di speranza

Al termine, Mons. Adriano Cevolotto, ha usato.per la benedizione, la stola di Mons. Scalabrini, del museo della Casa Madre che nessuno aveva mai usato dopo Scalabrini. L‘evento “Sogno di pace degli Alpini" è stato dunque, oltre che un concerto, un vero e proprio messaggio di speranza. Le parole di Scalabrini, ricordate durante la serata, e la musica del Coro ANA Valnure hanno creato un ponte tra passato e presente, tra le difficoltà dei migranti di ieri e quelle di oggi. In un mondo in cui le migrazioni continuano a essere una realtà complessa, eventi come questo ricordano l'importanza dell'accoglienza, della comprensione e della pace.

Riccardo Tonna

Nelle foto, il concerto degli Alpini alla Casa Madre degli Scalabriniani.

Pubblicato il 4 giugno 2024

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