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Il perdono è la forza 
che vince il mondo

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-23)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, 
mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli 
per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: 
«Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. 
E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me,
anche io mando voi». Detto questo, 
soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 
A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; 
a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

La nostra vita e la Parola
vg21mag26Il soffio di Cristo. È centrale l’azione di Gesù che soffia sui discepoli: il profeta Ezechiele aveva profetizzato alla distesa di ossa inaridite: “io faccio entrare in voi lo spirito, il respiro, il mio soffio, e rivivrete”. Così Gesù soffia sui discepoli riuniti nel Cenacolo e loro respirano, inspirano il suo alito, cioè la sua vita, per questo pian piano espireranno vita. Cristo è risorto perché avessimo in noi la vita eterna che è conoscere l’unico vero Dio: conoscere significa fare un incontro profondo e intimo, essere uniti alla sua vita che è eterna. 
La vita è conoscere il Padre e colui che il Padre ha mandato. Si tratta di ricevere Dio dentro di noi, come la vite sente scorrere la linfa che porterà il frutto. Quello di Gesù è quindi un gesto creatore, l’inizio di una nuova creazione. Dice Gesù nel Vangelo di Giovanni: “è lo Spirito, il pneuma, che dà la vita”. Egli è colui che dà la vita di Dio, la qualità di vita di Dio, vita che è comunione di amore, relazione di amore tra il Padre e il Figlio. È lo Spirito che rende vivo, che vivifica e fa sì che ciò che è morto riviva. La carne non giova a nulla: tutti i tentativi dell’uomo di fare non danno nessun profitto vero e duraturo, il tentativo dell’uomo di trovare soluzioni non salva: quale vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà la propria anima?
Il potere di perdonare. Gesù lega il dono dello Spirito Santo alla missione dei discepoli di perdonare i peccati. Perdonare vuol dire infatti lasciare, allontanare una cosa, significa liberarci da un modo di vivere, lasciarlo alle spalle. Perdonare i peccati quindi non è semplicemente un atto giuridico di condono di un debito o un colpo di spugna che ripulisce una macchia, ma è molto di più: la possibilità offerta in Cristo per mezzo del dono dello Spirito di lasciare una vita che viene dal peccato per essere liberi dal potere del male e camminare in quella vita nuova che ci è stata donata. 

La grazia del perdono scaturisce dalla morte di Gesù in croce, essa è la forza che vince il mondo e lo rinnova. Solo il perdono può rinnovare il mondo, può vincere il male che distrugge. Lo Spirito di Gesù è potenza di perdono. È lo Spirito che risana le ferite del cuore, abbatte le barriere che ci distaccano da Dio e ci dividono tra di noi, restituisce insieme la gioia dell’amore del Padre e quella dell’unità fraterna.
Don Andrea Campisi

Pubblicato il 21 maggio 2026

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