
L'esperienza dell'amore è la medesima in ogni tempo: che sia l'uomo di oggi o di duemila anni fa, i desideri, le aspirazioni e i frutti di certe esperienze rimangono sempre gli stessi.
Tra le tante testimonianze di grandi uomini del passato, Le Confessioni del filosofo Agostino restano un'opera fondamentale sull'uomo e sulla fede.
Il suo autore, oltre ad essere uno dei più grandi pensatori del passato, è anche un santo particolarmente amato soprattutto per il fatto di averne fatte di cotte e di crude prima di convertirsi e approdare alla fede. Egli proprio nelle Confessioni racconta tutto il suo percorso e come Dio, che l'ha amato sempre, anche quando era lontanissimo da Lui, lo abbia condotto amorevolmente alla vera felicità e pienezza.
Una dolcezza che sa di amaro
Tra le tante esperienze, egli racconta di quando diciassettenne giunse a Cartagine per studiare.
Non era un ragazzo molto diverso da un qualunque adolescente d'oggi: voleva sperimentare ogni cosa che la vita gli poteva offrire; aspirava a diventare un uomo di successo, ammirato e apprezzato da tutti, e a trovare e a vivere appieno l'amore.
Come tanti anche oggi, Agostino si approccia al mondo delle relazioni amorose seguendo quella che era l'abitudine dei più: “Amare ed essere amato mi riusciva più dolce se anche del corpo della persona amata potevo godere”, racconta nel libro III delle Confessioni.
E continua: “Così inquinavo la polla dell'amicizia con le immondizie della concupiscenza, ne offuscavo il chiarore con il Tartaro della libidine. Sgraziato, volgare, smaniavo tuttavia, nella mia straripante vanità, di essere elegante e raffinato. Quindi mi gettai nelle reti dell'amore, bramoso di esservi preso. Dio mio, misericordia mia, nella tua infinita bontà di quanto fiele non ne aspergesti la dolcezza! Fui amato, raggiunsi di soppiatto il nodo del piacere e mi avvinsi giocondamente con i suoi dolorosi legami, ma per subire i colpi dei flagelli arroventati della gelosia, dei sospetti, dei timori, dei furori, dei litigi”.
Castità, pietra d'inciampo
Cosa c'è di diverso tra l'esperienza del giovane Agostino e la nostra?
Quando vivi l'amore nella logica del possesso i frutti purtroppo sono quelli: gelosia, sospetti, timori, furori, litigi.
Chiaramente ad Agostino non piace vivere così l'amore, tuttavia, anche dopo essere approdato alla fede cattolica a Milano, ascoltando i sermoni di Sant'Ambrogio, fatica ancora ad accogliere la proposta che Dio gli fa di vivere le relazioni in modo casto, invertendo cioè la rotta: dal voler possedere l'amato, al dono di sé all'altro.
Il Signore lo affascinava, sentiva di aver finalmente trovato in Lui la Verità che cercava da una vita, ma la questione della castità rimaneva per lui una pietra d'inciampo insuperabile: come si faceva a vivere la relazione con una donna senza avere rapporti carnali con lei?
È la domanda che si fanno anche tanti giovani cristiani oggi: perché vivere in castità?
Se tanto ci amiamo e ci sposeremo, perché non avere già rapporti carnali adesso?
“Signore dammi la castità... ma non subito”
Come tanti fidanzati di oggi Agostino voleva Dio, ma non riusciva a comprendere il valore della castità.
Non riuscendo con le sue forze ad abbandonare il peccato e volendo comunque stare con il Signore aveva iniziato a pregarlo così: “Signore dammi la castità... ma non subito”; ben presto però si era reso conto che questa preghiera non portava a nulla: non era possibile amare Dio e amare il peccato.
Il Signore lo spingeva a compiere una scelta, a fidarsi di Lui e a fare un salto nella fede.
Gli mostrava la bellezza radiosa della castità, l'esempio di tanti giovani che l'avevano scelta e che vivevano, loro sì, la pienezza dell'amore. Lo invitava a non contare sulle proprie forze ma su Dio che ci sostiene sempre nella lotta per il bene.
La castità, lungi dal tarpare le ali all'amore, è invece proprio il dono che Dio ci fa per poter amare totalmente e in libertà.
Se ne convince anche Agostino che alla fine, stufo di vivere nel compromesso, e vedendo quanto più alta e liberante fosse la proposta di Dio, decide di farla sua una volta per tutte. Nella scelta di fidarsi totalmente di Dio assapora finalmente la bellezza dell'amore vero.
40 - Continua
La prossima tappa sarà online giovedì 19 novembre
![]() |
L'Autore
Letizia Capezzali è pedagogista. Laureata presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con una specializzazione in Pedagogia Clinica, lavora da oltre 15 anni in ambito educativo. |
Pubblicato il 16 novembre 2020
Ascolta l'audio
Le tappe già pubblicate
1. Un percorso per scoprire come imparare ad amare
3. «Non sei abbastanza», una grande bugia
4. «Mio padre è il padrone del mondo»
5. Amàti sempre. Così come siamo
11. Profugo e ricercato a 2 anni
12. Tu sei prezioso
15. Amàti nelle nostre miserie
16. Trovare il bene anche nelle difficoltà
19. Amare sé per amare gli altri
20. Mettere in sicurezza il cuore
24. "Io mi arrabbio perché io..."
25. Le nostre "spie" interiori
30. Il diritto di vivere le emozioni
33. Quando i sentimenti cercano di dirci qualcosa



