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Suor Luigia e la nostalgia per la vita da missionaria in Etiopia

luigia

“Quel giorno, dopo aver fatto nascere alcuni bambini alla clinica di Shalalà, tornai ad Hossanna, dove una mucca della nostra missione era ormai vicina al parto. Si trattava di una primipara, perciò pregai il nostro autista di tornare il più veloce possibile, compatibilmente con la strada accidentata, e i molti guadi, per fortuna in secca, che c’erano sul percorso. Trascorsi la notte nella stalla dormendo brevi sonnellini, finché la mucca si decise a partorire, era ormai l'alba. D'altronde un parto è sempre un parto, e se chi lo fa è alla sua prima volta i rischi sono uguali, quale che sia la neomamma. Non era la prima volta che mi toccava di dormire con una mucca e di passare dalla maternità della clinica alla stalla delle mucche, così preziose per il latte che davano a noi suore e ai bambini”.

Suor Luigia Trombini, classe 1932, quasi 35 anni di missione in Etiopia, racconta con nostalgia gli anni trascorsi nella terra dei Negus, se potesse tornerebbe a fare quella vita, ma la cecità glielo impedisce. È il male di molti missionari, troppa clorochina per tenere a bada le zanzare della malaria.
La religiosa è stata la pioniera delle infermiere nella congregazione della Divina Provvidenza dell’infanzia abbandonata fondata da monsignor Francesco Torta il 19 marzo 1921.

Da Prestine a Piacenza

Quello sanitario è stato un progetto nuovo, che ha accompagnato la crescita e la diffusione delle missioni di mons. Torta in Etiopia. Lei aveva incontrato quelle suore da ragazzina nel suo paese natale, Prestine in provincia di Brescia. Tra quelle montagne esse accudivano con amore materno gli orfanelli ed i bambini a loro affidati per una salutare vacanza estiva. Era rimasta affascinata da quell’agire in un tempo di grandi bisogni, qual era l'Italia del secondo dopoguerra lacerata da immense ferite. E le si era svelata la strada del suo futuro.
Fu così che da Prestine approdò alla casa madre di Piacenza, in via Torta, per la formazione religiosa fino alla pronuncia dei voti perpetui.

La scelta missionaria

Seguì la scelta missionaria e la decisione, insieme alla superiora generale del tempo, la piacentina madre Adelaide Brandazza di Rottofreno, di dedicarsi alla salute, anziché all'educazione dei più piccoli. Suor Luigia, seppur non più giovanissima, tra il 1971 e il 1975, si era diplomata infermiera con specializzazione in ostetricia a Parma. Poi era andata a Londra per studiare la lingua inglese e frequentare il corso di Nursery secondo la scuola britannica, richiesto dalle autorità sanitarie etiopiche. E finalmente prese la via della missione, nella quale espresse tutta la sua Fede ed il carisma del Fondatore. Alla prima clinica di Mendida, oggi "fiore all'occhiello" del territorio, contribuì ad avviare quelle di Hossanna e di Shalalà, nel sud dell'Etiopia.

Rinviata la celebrazione del centenario 

La celebrazione del primo centenario di fondazione della Congregazione e del 50esimo di opera missionaria in Africa, prevista per sabato 27 marzo, causa emergenza da covid, è stata rinviata al 24 aprile sempre alle ore 10.30. Si terrà all'interno del sacello della Madonna della Bomba alla presenza del vescovo mons. Adriano Cevolotto.

Maria Vittoria Gazzola

Ascolta l'audio

Pubblicato il 16 marzo 2021

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