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Carlo Acutis, patrono di Internet

beatificazione acutis

Un adolescente normale ed eccezionale allo stesso tempo, indicato da papa Francesco come modello nell’esortazione “Christus vivit”. Carlo Acutis, morto nel 2006 a soli 15 anni a seguito di una leucemia fulminante, è stato proclamato Beato ad Assisi il 10 ottobre scorso: tra le tante opere della sua breve, ma luminosa vita, fatta di numerosi gesti di carità nel segno di san Francesco, ha testimoniato ai suoi coetanei e a noi tutti il lato positivo del web e dei social, tanto da essere proposto come ‘patrono di Internet’.

Anche in questo Carlo va controcorrente.

Piccolo genio di informatica, si era impegnato per un uso responsabile dei social, in un mondo che si limita a stigmatizzare come male assoluto o a esaltare acriticamente questi strumenti dimenticando che dietro la tecnica e le innovazioni deve esserci sempre al centro l’uomo, e che in mezzo al mare delle parole sul web sta a noi scegliere quali utilizzare per relazionarci con gli altri e con il mondo.

Spesso i fatti di cronaca evidenziano la forza bruta di una parola che può insultare, diffamare e distruggere, come avviene nei casi degli hater, di cyberbullismo o di una società che, pur connessa, è incapace realmente di dialogare. E in un mondo governato dalla tecnica, la ‘colpa’ viene addossata ora a Fb, ora a Instagram, ora al nuovo social che arriverà, e non ci si pone nemmeno più la domanda “Dov’è l’uomo in tutto questo?”.

Carlo ci porta ad attraversare un’altra via, difficile, perché ci fa scontrare con noi stessi, ma ricca di bellezza: quella in cui ci assumiamo la responsabilità di scegliere le parole, rimettendo al centro l’Uomo. Le parole non solo distruggono, ma possono portare in luce la parte migliore di noi, nutrire, farci relazionare con l’altro e con Dio arrivando persino a farsi carne e compiere miracoli. Sta a noi scegliere ogni giorno quali parole utilizzare: un’azione normale ed eccezionale al tempo stesso come lo è stata la vita di Carlo.

Samuele Marchi

Ascolta l'audio   

Pubblicato il 14 ottobre 2020

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