La corsa disperata per salvare un amico
Don Bottazzi a soli 28 anni si lanciò un’impresa epica

Aveva solo 28 anni e si è lanciato in una corsa disperata in bicicletta verso Alessandria per salvare don Giuseppe Borea, condannato a morte dai nazifascisti. Era il 7 febbraio 1945 e l’esecuzione era fissata due giorni dopo al cimitero di Piacenza.
Con un viaggio avventuroso, mettendo a rischio la propria vita, don Luigi Bottazzi parte con don Aquilino Fracassi per salvare l’amico innocente.
A Pontetidone, dopo Rottofreno, il primo ostacolo. Il ponte stradale, che corre sopra il torrente, era stato abbattuto. “Per ben due volte – è il suo racconto scritto nel 1975 e oggi recuperato da un archivio privato - scappammo dalle raffiche delle loro mitragliatrici, riparandoci nel canale laterale della strada”.
Al Comando territoriale di Alessandria il generale De Logu fu impassibile: “Don Borea deve essere fucilato per dare un salutare ammonimento ai preti piacentini”.
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Pubblicato il 26 marzo 2021
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