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A Cassino, antico borgo della val Nure, la prima mostra di presepi

Liberta Presepio foto 2 per NG

Per la prima volta quest'anno è stata celebrata la messa anche durante le feste natalizie nell'antico oratorio di Cassino, frazione di Bettola, presieduta da don Angelo Sesenna, parroco di Bettola insieme a mons. Pier Luigi Dallavalle. Nell’occasione è stata inaugurata e benedetta la prima mostra di presepi collocata nella vecchia stalla ristrutturata.
Una ventina i presepi esposti, tutti pregevoli per originalità, varietà di materiali, ambientale e composizione artistica. Numerosi i presenti, sia alla celebrazione, sia alla visita dell’esposizione, provenienti anche da paesi lontani, che nei giorni scorsi, hanno visitato il  piccolo borgo a 490 metri di altitudine in alta val Nure. 
La mostra resterà aperta fino a domenica 11 gennaio. 

Liberta Presepio foto in orat

Nelle foto: in alto, la mostra dei presepi e sopra la messa nell'antico oratorio di Cassino.

Un po' di storia

Cassino è un borgo composto da una decina di abitazioni e vari rustici tutti ristrutturati. Tra gli edifici spiccano, per il loro pregio storico, due Case Torri e un oratorio, rispettivamente del Millequattrocento e del Millesettecento. L’edificio religioso è stato costruito tra il 1770 e il 1775 dal Cap. Gian Antonio Albertelli a poca distanza da un altro Oratorio del Millecinquecento, ormai in stato di degrado per movimento franoso e successivamente abbattuto. La costruzione venne realizzata a lato di un crocevia stradale da cui si diramavano i collegamenti per Recesio, Vigolo Val Nure e Castelnardo dove sorgeva un castello del Milleduecento, oggi ben ristrutturato dall’attuale proprietario. Si tratta di un’opera a pianta longitudinale con soffitto in volta, pareti in pietra lavorata a mattone, successivamente intonacate, pavimento in cotto, cornice sopraelevata che corre sulle due pareti con due pilastri con capitelli. Il tetto a capanna era ed è ricoperto in lastre di ardesia. Sulla parete frontale, sopra il coro, sono ancora evidenti alcuni affreschi. Ai lati e sulla facciata finestre bifore. Collocato su ampio gradone in pietra vi si trovava un altare in cotto rivestito in gesso tutto scrostato per l’usura del tempo. In fase di ristrutturazione per liberare spazio all’abside è stato rimosso e sostituito con un altare in legno. Le colonne e la base in pietra appoggiate alla parete.
E’ presente sul lato sinistro una feritoia strombata, una volta finestrella di osservazione e difesa della Casa Torre. Le cronache delle visite pastorali riferiscono che sul culmine della facciata c’era una celletta con campanella.

panorama

Sopra, il panorama attorno al borgo di Cassino in alta val Nure.


Dedicato, nei primi tempi, ai Santi Rocco e Paolo, fu benedetto il 25 gennaio 1778. Vi si celebrava la messa,  nelle feste religiose e alla domenica, alternativamente alla chiesa parrocchiale di Recesio, in quanto, come risulta da diversi documenti dell’Archivio storico della Curia vescovile di Piacenza, erano un centinaio le persone residenti nelle frazioni della zona. Attiguo all’oratorio sorge un edificio in pietra del Milleseicento di notevoli dimensioni, con un cortile interno lastricato circondato da archi a volta.
Dall’inaugurazione avvenuta nel 1778 si sono succedute diverse visite pastorali del Vescovo di Piacenza con celebrazioni e feste religiose. La festa patronale era celebrata il 25 gennaio (San Paolo). Poi, a seguito di rifacimento dell’abside con un dipinto in facciata della Madonna del Carmelo,  la ricorrenza si spostò a luglio.
Da metà del secolo scorso, non più utilizzato a scopo religioso, è stato adibito a magazzino rurale. Dal 1980 al 2010, per l’incuria e gli agenti atmosferici  è andato progressivamente in degrado. A partire dal 2010 è iniziato il recupero a cura del nuovo proprietario Luigi Fogliazza. Oggi si presenta come un gioiellino di pregio storico e artistico nel contesto di Cassino, dove tutte le abitazioni e tutti i rustici in pietra sono stati ben ristrutturati e compongono un grazioso piccolo borgo.
Nel nucleo centrale si distinguono anche due Case Torri medioevali del Millecinquecento.
Da qualche anno è consuetudine la celebrazione della messa nella ricorrenza della Madonna del Carmelo, rappresentata nell’affresco dell’abside, restaurato dalla sapiente opera di Lucia Bravi. Nell’occasione, molti i fedeli che presenziano alla funzione celebrata da don Angelo Sesenna. Il tempietto è utilizzato per celebrazioni anche in altre occasioni per ricorrenze e raduni vari.

Pubblicato il 7 gennaio 2026

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