Fontana Pradosa, festa di Sant'Antonio con il vescovo emerito di Fidenza mons. Mazza

“Il cuore più autentico della pastorale oggi, in particolare fuori dalle città, è mantenere vive le piccole comunità, anche e soprattutto quando la maggior parte delle attività pastorali finisce per essere concentrata nel capoluogo della comunità pastorale, nel nostro caso Castel San Giovanni”. Don Matteo Rebecchi, parroco di Fontana Pradosa, frazione castellana al confine con Sarmato, presenta così il significato della festa dei santi patroni Antonio e Savino.
I festeggiamenti per la comunità fontanese cominceranno sabato 17 gennaio, giorno della memoria di Sant’Antonio Abate, con la celebrazione della messa delle 10.00 e proseguiranno il giorno dopo, domenica 18, con la messa solenne presieduta da mons. Carlo Mazza, vescovo emerito della diocesi di Fidenza. Sul sagrato della chiesa, al termine delle celebrazioni, si terrà la tradizionale benedizione degli animali e delle automobili, e successivamente la distribuzione dei panini benedetti in memoria dei santi patroni.
In un tempo in cui le vocazioni si fanno sempre meno numerose e la responsabilità affidata ai laici più rilevante, anche piccoli momenti di festa come questo sono preziosi: “Giustamente le attività di catechesi, iniziazione cristiana e i gruppi giovanili fanno riferimento alla parrocchia di Castello – spiega don Rebecchi –. La comunità fontanese però trova il modo di tenere vivi innanzitutto i legami tra le persone che la compongono, e secondariamente di animare anche varie iniziative che – come questa – servono a radunare, a riunire chi si riconosce in questi legami: ci sono tanti laici di varie età che si trovano per preparare e organizzare, cercando modi sempre nuovi per custodire le tradizioni. Questo è senza dubbio un punto di forza, e rappresenta il futuro delle nostre comunità”.
Paolo Prazzoli
Nella foto di Bersani la piazza di Fontana Pradosa.
Pubblicato il 13 gennaio 2026
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