Ecco il Cau della Valtidone: casi urgenti (ma non gravi) e assistenza sanitaria h24

Assistenza sanitaria 24 ore al giorno per i casi urgenti, ma non gravi. È la novità introdotta dal Centro assistenza e urgenza (Cau) dell’ospedale della Valtidone, a Castel San Giovanni, inaugurato nel tardo pomeriggio di lunedì 2 febbraio alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi. Il nuovo servizio sostituisce il Pronto soccorso del comune della Valtidone, ma non modifica il sistema di emergenza-urgenza: il 118 resta il riferimento per le situazioni gravi. Il Cau di Castello completa la programmazione provinciale condivisa con la Conferenza territoriale sociale e sanitaria, aggiungendosi a quelli di Piacenza, Fiorenzuola e Bobbio, già attivi 7 giorni su 7, 24 ore su 24, e a quello della Casa della Comunità di Podenzano, accessibile dalle 8 alle 20.
Gli intervenuti
All’inaugurazione sono intervenuti la direttrice generale dell’Azienda Usl di Piacenza Paola Bardasi, la sindaca di Castel San Giovanni Valentina Stragliati, la presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria e della Provincia Monica Patelli, i consiglieri regionali Lodovico Albasi e Luca Quintavalla, il direttore del distretto di Ponente Stefano Nani, la responsabile del Cau Cristina Maestri e il presidente del Comitato consultivo misto degli utenti Luigi Tirotta, insieme a diversi sindaci, volontari e rappresentanti degli Ordini professionali.
Come si accede al Cau?
Le persone che si rivolgono al Cau (in via 2 Giugno) vengono visitate e ricevono le prestazioni urgenti necessarie a risolvere, in tutto o in parte, il loro problema (per esempio prescrizioni urgenti, medicazioni e terapie non differibili). Per accedere al servizio è sufficiente presentarsi di persona con la tessera sanitaria. L’accesso può avvenire anche su indicazione del medico di famiglia. All’arrivo in struttura, i cittadini ricevono un numero progressivo tramite totem eliminacode, che definisce in modo chiaro e trasparente la priorità di accesso.
Fabi: “La scelta dei Cau sta dando risultati”
“Non è stato piacevole aumentare i ticket sui farmaci, il bollo auto, l’Irap e l’Irpef – ha detto l’assessore Fabi, riferendosi ai ‘ritocchi’ decisi dalla giunta de Pascale poco dopo essersi insediata – ma l’alternativa era fare tagli orizzontali o non riuscire ad aprire servizi come questo. La nostra è stata una scelta coraggiosa, volta a mantenere questo grande bene comune. L’aumento delle imposte ci consentirà di avere 135 milioni in tre anni per aumentare l’offerta di posti letto nei servizi socioassistenziali e nei centri diurni. La programmazione dei Cau in Emilia-Romagna, e in particolare sul territorio piacentino, sta dando risultati, anche grazie agli operatori della sanità pubblica”.
Bardasi: “Cau di Castello ridurrà gli accessi al pronto soccorso di Piacenza”
La direttrice generale dell’Ausl di Piacenza, Paola Bardasi, si è detta contenta “di aver portato a termine l’ultimo impegno preso in Conferenza territoriale sociale e sanitaria: questo progetto – ha ricordato – completa la rete degli ospedali di comunità. Confidiamo che quest’ulteriore servizio, dedicato ai codici verdi e bianchi, consenta di affaticare di meno l’hub di Piacenza”. Prima del taglio del nastro ha preso la parola anche la responsabile del Cau, Cristina Maestri, e la sindaca Valentina Stragliati. Quest’ultima ha sottolineato come Castel San Giovanni attrae pazienti da un bacino ampio, che si estende anche in Lombardia. “Quando furono presentati i Cau eravamo scettici, ma poi siamo stati rassicurati. Grazie alla Regione, all’Ausl, al personale sanitario e a tutte le associazioni di volontariato”, ha detto. Per Monica Patelli, presidente della Provincia di Piacenza e della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, nonché sindaca della vicina Borgonovo Val Tidone, l’inaugurazione del Cau di Castello “è un momento di soddisfazione per la nostra sanità pubblica”. “Sapere che in caso di bisogno possiamo rivolgerci a una struttura come questa rende più tranquilli noi amministratori e tutta la cittadinanza”.
Francesco Petronzio
Pubblicato il 3 febbraio 2026
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