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«Ho conosciuto Avo quando mio nonno era ricoverato»

Avo Piacenza

L'11 febbraio la Chiesa celebra la Giornata mondiale del Malato. Una presenza importante accanto chi è ricoverato è quella di Avo (Associazione­ volontari ospedalieri­), che da poco ha avviato  il nuovo corso per aspiranti volontari. Chi lo desidera può ancora aderire - spiega Marisa Monticelli, presidente Avo Piacenza ed Emilia-Romagna -. È sufficiente scrivere a o andare sul sito www.avopiacenza.it. Fino al 19 febbraio le prime sei lezioni, con la partecipazione delle sezioni Avo delle altre città, saranno online sulla piattaforma Zoom. Il 24 e 26 febbraio si terranno invece al Centro servizi per il volontariato Emilia in via Primo Maggio 62 in città. Ci sono anche iscritti di Fiorenzuola d’Arda per ricostituire il gruppo Avo su richiesta della Ausl. In tutta la regione sono 60 le persone che stanno seguendo il corso. 

Un tempo di valore
Perché iscriversi? “Quello donato ad Avo è tempo di valore - sottolinea Monticelli -. Un momento per scoprire il nostro prossimo e la bellezza di donare a persone che non si conoscono”.
Tra gli argomenti trattati “Conoscere l’Avo: come l’organizzazione sostiene il prendersi cura”, “La relazione con le fragilità nello spazio e nel tempo Avo”, “Volontari custodi di gentilezza: deontologia, motivazione e cura di sé”, “Avo: il servizio che diventa comunità”.
Per diventare volontari bisogna essere maggiorenni, sostenere un colloquio per valutare le motivazioni e l’idoneità al servizio e frequentare il corso di formazione. Occorre poi seguire con esito positivo un periodo di tirocinio con l’affiancamento di un volontario.
Il volontario Avo è una persona che dedica parte del suo tempo a chi vive situazioni di fragilità presso i reparti e gli ambulatori ospedalieri, le case residenze per gli anziani, i centri socio-riabilitativi per disabili e i servizi di prossimità.
A Piacenza l’associazione opera dal 1990. I volontari sono circa 110, 15mila in Italia, e prestano la loro opera presso numerose strutture tra cui l’Ospedale Civile di Piacenza, quello di Castel San Giovanni, il pensionato e casa protetta Vittorio Emanuele II.
“In ospedale, oltre al servizio di vicinanza alle persone nei reparti, abbiamo introdotto anche le attività di accoglienza nei poliambulatori, presso i poli vaccinali o l’accoglienza dei familiari presso alcuni reparti - continua Marisa Monticelli -. Ci occupiamo delle persone con disabilità presso il centro residenziale per disabili adulti «Emma Serena» a San Nicolò nel comune di Rottofreno. Non solo, alcuni volontari si occupano della consegna dei farmaci e altri servizi per le persone”.

A 18 anni il primo corso
Marisa Monticelli è presidente Avo a Piacenza e anche a livello regionale. Quando ha iniziato il suo cammino di volontariato nell’Avo? “Mi sono avvicinata a questa realtà giovanissima - racconta -. Appena compiuti i 18 anni ho frequentato il corso di formazione. Avevo conosciuto i volontari in ospedale nel reparto di geriatria dove era ricoverato mio nonno. Mi avevano colpito il loro modo di stare vicino alle persone e i benefici che mio nonno riceveva dalla loro presenza. Quando c’erano loro era sempre sorridente e faceva qualche battuta scherzosa. Avo fa parte della mia vita da quasi 30 anni. Ho svolto varie tipologie di servizio. Sono stata presso il reparto di oncologia e attualmente sono impegnata nel servizio delle accoglienze”.


Giuseppina Agosti

Nella foto in alto, Marisa Monticelli (a sinistra) con la vicepresidente piacentina dell’Avo Giusi Maini.

Pubblicato l'11 febbraio 2026

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