Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Morfasso, quando la solidarietà è una «pratica» quotidiana

tiramani

Mani che si cercano con pudore per un segno tattile di gratitudine, applausi che sorgono spontaneamente – senza regia alcuna – in un’atmosfera che sa di buono, del buono che sgorga con vigore per dimostrare che la solidarietà non è solo un fatto culturale e sociale ma una “pratica” quotidiana, alimento insostituibile della comunità locale. Quel buono concreto di cui la gente ha bisogno ed aspetta solo un piccolo input per farlo divenire sentimento vero ed azione. L’occasione è la prima tappa italiana del tour del cortometraggio “Briciole al cielo” svoltasi di recente nel salone parrocchiale di Morfasso che toccherà scuole, oratori, municipi, aule universitarie, teatri e cinema in tutta Italia. Ad accoglierla, le tante associazioni di volontariato morfassine che per la prima volta si presentano tutte insieme, non solo per programmare e gestire attività, ma per raccontare cosa sta all’origine del loro donare: tempo, competenze, passione.

Si inizia con AIDO, organizzatrice dell’evento, che per bocca del presidente provinciale Gianfranco Antonelli e di quello della sezione di Lugagnano ed alta Val d’Arda, Giancarlo Bersani, sottolinea l’importanza del “Sì’” per continuare la vita in altri quando la nostra terrena termina. I tanti, troppi no alla donazione sono uno schiaffo doloroso per le 8.000 persone che in Italia stanno aspettando un organo per continuare a vivere, dolore che diventa dramma per i circa 300 che se ne vanno perché non ne arriva alcuno. Segue il momento del cortometraggio “Briciole al cielo”, introdotto dalla conduttrice Valeria Tedaldi, che del film è anche segretaria di edizione. Prima, però, è il maestro Paolo Burzoni a spiegare come è stata pensata e realizzata la colonna sonora che accompagna per mano lo spettatore, facendolo entrare direttamente nella storia raccontata.

nicolas

Poi i 12 minuti del film: respiri rallentati in sala ed occhi incollati al grande schermo con i visi protesi che replicano i diversi momenti del racconto. Nessuno si muove, quasi a non voler interrompere quel filo invisibile che lega la storia del piccolo Giordano ai ricordi personali proiettati ad esperienze vissute e drammi sfiorati o dolorosamente consumati. Ed allora l’applauso finale, lungo, partecipato e spontaneo serve per liberare il pesante carico emotivo che è salito a galla: gli occhi si cercano per un cenno di consenso, di partecipazione, tra le mille domande che esplodono senza far rumore.

AVIS comunale (con Stefania Negri), la Pubblica Assistenza Croce Verde (con Marino Rapacioli), il Gruppo Alpini (con Flavio Casali), la Pro Loco Alta val d’Arda (con Silvia Antonioni), la Pro Loco di Casali (con Monica Casali) che ha anche presentato un video che riassume le tante attività del gruppo, la Pro Loco di Monastero (con Stefano Corradi) e la Pro Loco di Morfasso (con Alessandro Negri) fanno capire questa vitalità unica della collettività morfassina. Raccontano come la fatica diviene condivisione per donare aiuto, sicurezza, serenità, cultura, spensieratezza, ogni realtà con la propria specifica declinazione. Durante la presentazione delle associazioni è il piccolo Diego a sorprendere tutti portando un regalo da far avere a Giordano, che ha conosciuto solo attraverso il film.

regista

A tirare le somme della coinvolgente serata la parola va prima al nuovo parroco, don Nicolas, colpito in particolare da una scena del film, quando il cardiochirurgo che ha impiantato il nuovo cuore osserva le sue mani e risponde alla mamma “Io le ho solo avute in prestito”; “Tutta la nostra esistenza è in prestito” ricorda il parroco “e Gesù è stato il primo a donare la sua stessa vita per tutti noi”.
Microfono, infine, al sindaco Paolo Calestani che si è detto orgoglioso di amministrare da tempo una comunità così viva e solidale e concludendo con “in questa vita dove tutto è incombente e di fretta dobbiamo imparare a fermarci un attimo per riflettere seriamente sui valori importanti della vita, come quello del dono, in tutte le sue espressioni.”

Infine il regista Tiramani rcommenta con emozione: “Nella mia vita da soccorritore in Italia e all’estero mi è capitato più volte di trovarmi accanto a famigliari ai quali veniva chiesto se acconsentivano al prelievo degli organi del loro caro che non aveva più speranze; il loro «Sì» equivale a dire stop alla sua vita e mai alcun famigliare dovrebbe essere chiamato a tale decisione. Nessuno – però - si ricorda mai dei donatori e dei loro famigliari per cui vi chiedo un gesto simbolico importante: alziamoci in piede e facciamo un applauso per tutti loro…”

Nelle foto, alcuni momenti della Serata del dono svoltasi nel salone parrocchiale di Morfasso.

Pubblicato l'11 febbraio 2026

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente