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«Cena di primavera» alla Protezione della Giovane con gli scout di Fiorenzuola

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Scambio di auguri con la “cena di primavera” alla Protezione della Giovane di Piacenza lo scorso 23 marzo, un momento di unione tra culture e fedi diverse per festeggiare la Pasqua ormai vicina. Ospiti i ragazzi scout di Fiorenzuola
“Siamo ormai a pochi giorni dalla Pasqua di Risurrezione e anche quest’anno ci troviamo insieme a tavola dopo la celebrazione della messa, come facciamo per ogni ricorrenza importante – ha spiegato Giuseppina Schiavi, responsabile della casa di via Tempio –. Un momento di condivisione e divertimento tra ospiti, volontari e amici dell’associazione, stasera arricchito dalla presenza dei ragazzi scout di Fiorenzuola. Abbiamo bisogno di giovani, e con loro stiamo cercando di attuare un percorso di collaborazione che possa aiutare le donne ospiti e i loro bambini nelle tante necessità che ci sono”. “I ragazzi hanno anche contribuito al cibo – sottolinea -, portando frittatine, una torta salata, un dolce fatti da loro, e tante bibite amate dai più piccoli. Abbiamo optato per un menù interculturale che ha spaziato da Piacenza all’Africa: dai classici tortelli piacentini con la coda ai bignè africani usati come pane, passando per gli spiedini di pollo; fino alla torta, la colomba e le uova di cioccolato. Tutto apprezzato sia dai commensali di fede cristiana che da quelli di fede musulmana. A fine cena gadgets per tutti a tema pasquale. Mollettine, ovetti di cioccolato con sorpresa annessa e uova decorative.
Già presenti in via Tempio lo scorso 8 marzo per la celebrazione della Giornata della donna, i giovani scout in quell’occasione avevano consegnato un mazzetto di mimosa a tutte le donne presenti – ha ricordato -. Questa volta ci hanno aiutato ad apparecchiare e a rimettere a posto al momento dei saluti, ma soprattutto hanno fatto baby-sitting ai nostri bambini, dialogato con le ragazze chiedendo da dove vengono e la loro storia e ballato a fine pasto con piccoli e grandi. È stato un momento di spensierata allegria ma anche di grande valore educativo e intergenerazionale”.

Un opuscolo, alcune ospiti raccontano la loro vita di donna

La presenza dei ragazzi scout non è stata l’unica novità della serata di festa alla Protezione della Giovane di Piacenza. Già annunciato in anteprima da Giuseppina Schiavi nella Giornata della donna, è in arrivo un opuscolo in cui studentesse e lavoratrici fuori sede in ambito scolastico o sanitario raccontano la propria vita di donna: divisa tra la grande famiglia piacentina in via Tempio che le ha accolte e la nostalgia per figli e parenti lasciati nei Paesi d’origine”. “Il libretto è pronto, deve solo essere stampato e distribuito – ha spiegato Giuseppina -. Diverse le testimonianze raccolte, sia di donne ancora ospiti da noi, come quella di una studentessa iraniana, sia già uscite. Molte le donne del sud Italia venute qui per lavoro e in cerca di vitto e alloggio economici per risparmiare un po’ di soldi da mandare ai famigliari. Alcune di sono riuscite, in un secondo tempo, ad ottenere il trasferimento lavorativo nel loro Paese d’origine. Nell’opuscolo esprimono gratitudine per l’ospitalità ricevuta, ma anche il legame inscindibile con la propria terra, gli affetti, le tradizioni autoctone – osserva -. Se riescono tornano a casa ogni quindici giorni nei fine settimana, facendo ogni volta lunghi viaggi per brevissimo tempo pur di rivedere i loro cari.

La testimonianza

“Sono napoletana, nell'anima prima ancora che nei documenti, e da quattro anni lavoro a Piacenza come personale ATA. La mia vita ormai è divisa in due: da una parte il nord, la routine il dovere; dall'altra Napoli, dove vivono mio marito e mia figlia di 24 anni, il vero cuore della mia esistenza. Napoli mi manca ogni giorno. Mi manca l'aria tiepida che profuma di mare, il vociare della gente, il profumo di cibo che esce dai vicoli”. Così racconta una di loro, di cui per privacy non diremo il nome.
All'inizio è stato durissimo - continua -, vivevo in provincia e rientrare spesso dalla mia famiglia era quasi impossibile. La distanza pesava su tutti. Con il tempo, però, siamo riusciti a trovare un equilibrio fragile ma necessario: torno a Napoli a settimane alterne. Un compromesso tra il lavoro e l'amore. Eppure, l’assenza si sente sempre”. “Piacenza, però, non è solo sacrificio - continua -, la amo per la sua civiltà, per l'ordine, per l'organizzazione della vita quotidiana. E poi c'è il cibo. Da buona napoletana, faccio fatica ad abituarmi alla cucina piacentina. Io porto Napoli anche nei sapori, nei profumi, nei piatti semplici ma intensi. Su tutti i friarielli. Qui li chiamano broccoli, ma quelli napoletani sono tutta un'altra cosa: hanno un retrogusto amaro, deciso e profondo, che li rende irresistibili “.
Una testimonianza che si conclude con la ricetta di questa verdura tipica napoletana. “Insieme alle ragazze migranti vittime di violenze o profughe di guerra che ospitiamo con i loro figli - ha chiosato Schiavi -, anche queste donne - lavoratrici e studentesse - sono esempi di resilienza a cui abbiamo voluto dare voce e di cui siamo orgogliosi”.

Micaela Ghisoni

Pubblicato il 30 marzo 2026

Nella foto, la cena alla Protezione della Giovane con gli scout di Fiorenzuola.

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