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La Fondazione Invernizzi premia 41 studenti della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali

Esoneri Invernizzi 2026

Quarantuno studenti e una parola che torna con insistenza: merito. Non come etichetta, ma come responsabilità verso gli altri. È questo il filo conduttore che ha tenuto insieme la cerimonia di consegna delle borse di studio della Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, svoltasi nella sala Piana del Campus di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Tra i destinatari, matricole delle lauree triennali e magistrali della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali: ragazzi che hanno dimostrato di sapere cosa fare dei propri talenti. La citazione evangelica non è casuale. Giuseppe Bertoni, presidente della Fondazione Invernizzi, ha scelto proprio la parabola dei talenti per rivolgersi ai giovani premiati: «Il Signore premia chi i talenti li ha usati, li ha fatti crescere e fruttare. Non coloro che li hanno messi sottoterra».

«Se ci teniamo tanto a premiare i meritevoli è perché la società progredisce solo grazie alle persone che hanno merito, che li valorizzano e che lo mettono al servizio della comunità», ha aggiunto Bertoni, con quella chiarezza di pensiero che appartiene a chi ha costruito qualcosa di duraturo.
La Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi nasce nei primi anni Novanta dalla volontà del Cavaliere del Lavoro Romeo Invernizzi, figura di primo piano nell'industria lattiero-casearia italiana, imprenditore capace di guardare lontano,e di sua moglie Enrica Pessina. L'obiettivo, allora come oggi, era offrire un punto di riferimento solido alla ricerca scientifica e sostenere la conoscenza come leva di progresso civile. Economia, Scienze agroalimentari, Medicina: questi i tre pilastri attorno ai quali la Fondazione ha costruito nel tempo una rete di collaborazioni con le università, finanziando progetti di ricerca e sostenendo l'attività di studiosi di rilevanza internazionale.

Il legame con l'Università Cattolica di Piacenza si inserisce in questo solco e si concentra, con coerenza, sul tema dell'agrifood: un settore strategico per il Paese, spesso raccontato male o sottovalutato nel dibattito pubblico, eppure cruciale per la tenuta economica e ambientale del territorio. La collaborazione non si esaurisce nel sostegno economico agli studenti, ma si estende alle attività di ricerca, alla divulgazione e alla formazione delle nuove generazioni di professionisti del settore.

«Grazie alla Fondazione Invernizzi siamo in grado di attrarre l'eccellenza e i migliori studenti nella nostra Università», ha sottolineato Pier Sandro Cocconcelli, preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Nel suo intervento Cocconcelli ricorda anche la richiesta concreta che arriva dal mercato del lavoro: «Una domanda continua di laureati nel nostro settore, di studenti in gamba, che sappiano gestire la complessità del futuro e le sfide che comporta». Del resto, ricorda il preside il comparto agroalimentare italiano, tra transizione ecologica, innovazione tecnologica e nuove filiere produttive, «ha un bisogno concreto di competenze aggiornate e di menti capaci di tenere insieme visione, etica e tecnologia avanzata».

Una cerimonia da cui scaturisce un patto di fiducia e un impegno reciproci: la Fondazione che scommette sui giovani, l'Università che si impegna a formarli, gli studenti che accettano la sfida di non sprecare quello che hanno ricevuto.

Nella foto, gli studenti della Cattolica premiati dalla Fondazione Invernizzi.

Pubblicato il 22 aprile 2026

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