Confindustria tra intelligenza artificiale e la voglia di creare più sviluppo
La necessità di realizzare con più spinta infrastrutture e produrre maggiore energia a costi più sostenibili, senza dimenticare la sfida dell’intelligenza artificiale. Confindustria Piacenza si è confrontata su questi temi durante l’81° assemblea provinciale, organizzata nel polo fieristico di Piacenza Expo, a Le Mose. Dopo i saluti introduttivi del sindaco Katia Tarasconi, della presidente della Provincia Monica Patelli e del prefetto Patrizia Palmisani, il giornalista Andrea Bignami di SkyTg24 ha intervistato il grande ospite dell’edizione di quest’anno, padre Paolo Benanti, teologo e uno dei massimi esperti italiani di etica dell’intelligenza artificiale. Il teologo ha parlato anche della “fresca” enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, incentrata sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, dove si sottolinea che nel tempo dell’Ai, la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione e quindi - dice il Papa - abbiamo il dovere di restare profondamente umani.
“L’Ai - ha spiegato padre Benanti - non è uno strumento neutrale, ma una forma di potere che rischia di accentrarsi nelle mani di poche grandi multinazionali. Pertanto per evitare che l’algoritmo domini la società, bisogna legiferare e regolare l’accesso a queste tecnologie, assicurando che siano al servizio del bene comune e non del profitto isolato”.
L'intelligenza artificiale non potrà avere una propria morale
Serve perciò un dialogo che determini una regolamentazione condivisa, nel rispetto della vita e del lavoro dell’uomo che deve potere sempre avere un importante spazio di decisione.
“Papa Leone evidenzia il pericolo della stupidità naturale, cioè del fatto che questo strumento sia nelle mani di pochissimi che da soli possono decidere le regole. E quindi non è un problema dello strumento in sé, ma del pericolo di una nuova logica di dominio. I servizi digitali e quelli delle piattaforme vengono prodotti in un territorio specifico, ma i benefici non ricadono su quel medesimo territorio, anzi spesso ne deriva un danno, ad esempio sul grande consumo di energia”.
“L’intelligenza artificiale - ha aggiunto - non potrà mai avere una propria morale. È solo l’uomo che, in quanto soggetto e coscienza, ha una chiamata etica. Ciò non toglie che, quando parliamo ad esempio dell’etica dell’ingegneria, facciamo riferimento a strumenti che sono stati disegnati dall’uomo secondo principi etici. Ecco, si tratta di parlare della stessa metafora applicata all’intelligenza artificiale”. Dopo padre Benanti il giornalista Bignami ha fatto dialogare tra loro, in una tavola rotonda, il vicepresidente della Regione, il piacentino Vincenzo Colla, insieme all’astrofisica Edwige Pezzulli (in collegamento) e Alessandro Bernini, amministratore delegato di “Maire”.

Le questioni piacentine
Nicola Parenti, presidente di Confindustria Piacenza, ha cercato di dare la scossa alla comunità e politica locale. “La deindustrializzazione del territorio - è stato il suo intervento - dista solo una manciata di scelte sbagliate. È tempo di decidere e di non dire solamente «no» a tutto”. “C’è una distanza abissale - ha detto dal palco - tra dire «sì» allo sviluppo e dire «no». Tra decidere e rimandare. Tra costruire e attendere che qualcun altro lo faccia per noi”. Parenti si riferisce a energia e infrastrutture. “Da quanti anni abbiamo bloccato la costruzione di nuove dighe, come quella della Valnure, attesa da un decennio? Quanto tempo abbiamo perso non costruendo una rete elettrica adeguata? Da quanti anni, eccezion fatta per il solare, abbiamo rinunciato a produrre energia pulita? Abbiamo detto «no» al nuovo idroelettrico, no all’eolico, no alle biomasse. No anche al nucleare, che oggi è entrato nella tassonomia europea degli investimenti sostenibili. No alle semplificazioni sulle procedure per gli impianti elettrici. Il conto di quei no lo stiamo pagando adesso. E lo abbiamo pagato negli ultimi due decenni. Con le bollette, con la dipendenza energetica, con la competitività persa, con la mancata crescita”. Il presidente ha parlato anche di questioni prettamente piacentine.
“Non posso non pensare all’ex ospedale militare che è in degrado, per il quale noi abbiamo trovato tanto interesse negli investitori privati, che però ovviamente ne chiedono l’acquisto e non la concessione per qualche decennio”. Perciò Parenti chiede anche semplificazioni per le energie rinnovabili e semplificazioni amministrative sistemiche. “Piacenza - è la conclusione - è un territorio industrializzato. Non è scontato. Non è così in tutta Italia. È un privilegio che ci siamo guadagnati con il lavoro, e che dobbiamo difendere ogni giorno con un impegno costante. La deindustrializzazione non è uno scenario impossibile. Dista solamente una manciata di scelte sbagliate. Perciò, stiamo attenti. La deindustrializzazione non cancella solo le nostre fabbriche, cancella il futuro sociale del territorio: per ogni 100 posti di lavoro persi nella manifattura, se ne perdono altri 130 nell’indotto. Difendere l'industria significa difendere l’intera economia di Piacenza”.
Nelle foto, dall'alto Nicola Parenti, presidente di Confindustria Piacenza, padre Paolo Benanti, teologo e uno dei massimi esperti italiani di etica dell’intelligenza artificiale con il giornalista Andrea Bignami di SkyTg24.
Pubblicato il 27 maggio 2026


