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Musica a Santa Margherita 2024, al via la seconda edizione

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Riprende il 28 settembre la seconda edizione di Musica a Santa Margherita, rassegna della Fondazione di Piacenza e Vigevano organizzata da Ghislierimusica di Pavia e inaugurata lo scorso giugno, con un evento speciale presso la Sala dei Teatini. Sono tre gli appuntamenti in programma fino a novembre, tutti dedicati a un repertorio di musica antica, che si terranno all’Auditorium della Fondazione alle 21, con ingresso libero.
Il primo, il 28 settembre, vedrà protagonista il Coro Ghislieri, che riunisce alcuni tra i migliori cantanti storicamente informati d’Italia intorno a un progetto appassionante e di ampio respiro: far rivivere nel mondo contemporaneo il modello delle grandi Cappelle musicali del Settecento e riscoprire, a fianco dei capisaldi del repertorio barocco e classico, gli straordinari capolavori dimenticati di grandi autori italiani quali Perez, Jommelli, Galuppi, Alessandro Scarlatti e Pergolesi. La serata, dal titolo “La messa di Madrid - Domenico Scarlatti e le Cappelle musicali del suo tempo”, vedrà il maestro Giulio Prandi a direzione del Coro Ghislieri, con Maria Cecilia Farina all’organo.
Il 29 ottobre sarà la volta del concerto “CAPPELLA MARCIANA - La vita musicale alla Basilica di San Marco in Venezia” protagonista l’ensemble La Capriola nell’ambito del progetto europeo S-eeemerging. Terzo e conclusivo appuntamento il 26 novembre con SFRENATO - Guerre, assedi e assassini: musica visionaria al tempo degli Asburgo e l’Ensemble Rýnský, sempre nell’ambito di S-eeemerging.

«I due appuntamenti autunnali conclusivi - commenta il maestro Giulio Prandi, direttore artistico della rassegna - saranno dedicati ad altrettanti ensemble selezionati nell’ambito del progetto europeo S-eeemerging, un progetto di grande cooperazione che dal 2014 riunisce numerosi partner europei e che, negli anni, ha rivelato al pubblico alcuni tra gli ensemble più vitali e riconosciuti della nuova generazione (eeemerging.eu). Uno degli ensemble è La Capriola, quartetto musicale che proporra un frizzante concerto sulla musica della Cappella di San Marco a Venezia. Poi ci sarà l’Ensemble Rynsky con un programma sui compositori connessi all’ambiente musicale austriaco dal titolo ‘Sfrenato’. Sono infine molto emozionato di presentare, accanto a tanti giovani artisti, un concerto di Coro Ghislieri, che si terrà il 28 settembre; sono felice di poter condividere con il territorio piacentino il percorso artistico che da tanti anni portiamo avanti sulla scena italiana e internazionale. Musica a Santa Margherita diventa così un crocevia internazionale, dove si incontrano musicisti di grande esperienza e i migliori giovani artisti d’Europa».

La messa di Madrid

Per l’evento del 28 settembre il programma è incentrato sulla Missa quatuor vocum di Domenico Scarlatti, conosciuta anche come Messa di Madrid, perché contenuta in un Cantorale della Biblioteca del Palazzo Reale. Evocando il contesto liturgico, il programma propone l’esecuzione della messa alternata ad altri brani, a seconda dei momenti della celebrazione. Si propongono due momenti di canto gregoriano, intonati dalle voci maschili di Coro Ghislieri e preparati dal M° Renato Cadel: all’inizio, l’antifona per l’aspersione e, dopo il Gloria, il canto del Graduale. In loco dell’introito (prima del Kyrie) e dell’offertorio, il Coro canta due salmi brevi di Alessandro Scarlatti, padre di Domenico: il Lauda Jerusalem e il Nisi Dominus. Infine, seguendo la prassi liturgica dell’epoca, Sanctus e Benedictus sono inframezzati da un brano d’organo. Come preambolo all’intera messa così concepita, il Coro propone il mottetto di Antonio Lotti Ad Dominum cum tribularer, preceduto da una breve antifona dell’ufficio.

Coro e Orchestra Ghislieri

È presente in quest’occasione con la sola compagine vocale, La profonda passione del suo direttore e fondatore Giulio Prandi per il repertorio italiano del XVIII secolo, sostenuta e condivisa dai suoi musicisti, è alimentata dal Comitato Scientifico di Ghislierimusica, promotore dell’attività dell’Ensemble. Il Comitato, costituito in partenariato con l’Università degli Studi di Pavia, sostiene il percorso artistico di Coro e Orchestra garantendo il necessario supporto culturale e scientifico.
Nei suoi 20 anni di vita Coro e Orchestra Ghislieri si è affermato come un riferimento per il suo repertorio. Ne è testimonianza, oltre all’attività concertistica in Italia e in Europa, lo stretto rapporto creato con alcuni dei più prestigiosi Festival internazionali, quali Ambronay, Vézelay, Chaise-Dieu, Oude Muziek Utrecht (ensemble in residenza nel 2019) e MitoSettembremusica, che accolgono l’ensemble con continuità da oltre 10 anni. Dal 2018 al 2021 l’ensemble è stato presente per quattro stagioni consecutive al Concertgebouw di Amsterdam, nel cartellone delle Zaterdag Matinee, presentando opere come il Requiem di Mozart, lo Stabat Mater di Pergolesi e i Dixit di Händel e Vivaldi. Nel 2018 è stato ospite della Stagione dei Berliner Philharmoniker alla Philharmonie di Berlino; nel 2023 ha debuttato al BOZAR di Bruxelles e al Teatro alla Scala di Milano.

Le incisioni discografiche di Coro e Orchestra Ghislieri sono consacrate agli autori più legati alla sua storia: Galuppi, Jommelli, Perez, Händel, Pergolesi, Mozart e Rossini. Pubblicate da Sony – Deutsche Harmonia Mundi e da Arcana – Outhere Music, hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Diapason d’or e l’ICMA 2022. L’incisione della Petite Messe Solennelle di Rossini su strumenti storici è stata più volte indicata dalla stampa specialistica come edizione di riferimento per l’opera. A novembre è prevista l’uscita del cd per la Vivaldi edition di Naïve ‘Vivadi – Musica sacra per coro e orchestra’.

Nella foto, l'orchestra Ghisleri.

Pubblicato il 23 settembre 2024


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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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