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Il prof. Bruni al Quaresimale: la fraternità è la base dell'esistenza

bruni

“I libri più belli della bibbia sono nati nel periodo dell’esilio: in un momento di morte e di finitudine è nata una storia stupenda”. È un passaggio della riflessione del prof. Luigino Bruni, economista, accademico, saggista e giornalista. “In questo periodo difficile - ha aggiunto - dobbiamo scrivere la storia più bella: quella della fedeltà e della speranza”. Il docente di economia politica alla Università LUMSA di Roma è stato il protagonista del Quaresimale del 12 marzo e, collegato in streaming con la Cattedrale di Piacenza, ha svolto il suo magistrale intervento.
Il Quaresimale è stato guidato dal vescovo mons. Adriano Cevolotto che ha sottolineato come siamo in un’epoca di incertezza con dolori e ansie, però anche occasione, tempo opportuno, “kairos”, per smascherare tutte le strutture di onnipotenza individuale.
“È il momento - ha sottolineato il Vescovo - di costruire nuove alleanze per superare le logiche di contrapposizione. Tante le macerie che questa pandemia, non solo sanitaria, ma anche spirituale, esistenziale e civile, lascia dietro di sé. Ci sono però, proprio in questo periodo, espressioni di virtù da cogliere come quella di una nostra ragazza di Piacenza, Alice Chiozza, premiata dal Presidente Sergio Mattarella. Alice è diventata “Alfiere della Repubblica”
per l’impegno e la generosità con cui ha prestato il proprio servizio volontario nella pattuglia di Protezione civile dell’Agesci di Piacenza. È un grande esempio di una nostra adolescente ed uno sprone per ripartire”.

NUOVI RAPPORTI
“Il p
roblema è quello di cambiare il nostro rapporto con i beni comuni - ha affermato Luigino Bruni - che hanno bisogno della logica collettiva del noi. Devono nascere nuovi rapporti tra economia ed ecologia, nuovi rapporti con la natura, con Dio, con la fede”. Oggi è essenziale - per Bruni - vivere in modo nuovo e sostenibile, lo afferma anche l’Enciclica del Papa “Fratelli tutti”. “Non è un’enciclica sanitaria - ha aggiunto - che parla solamente dei vaccini, ma è una grande riflessione sulle relazioni tra gli uomini e la fraternità”.

CAINO E ABELE

“Il primo nostro limite sono gli altri - ha evidenziato il docente -; non siamo gli unici abitanti della casa, del quartiere, della città e del mondo. Dobbiamo relazionarci con gli altri. Caino non è stato capace di gestire i rapporti con il fratello Abele e anche noi siamo incapaci di guidare le relazioni umane. Siamo troppo simili a Caino come descrive Salvatore Quasimodo nella sua poesia “Uomo del mio tempo”. La soluzione - per Bruni - non può essere quella di Caino, ma quella del salmo 132: “Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!” Dunque la fraternità non è un lusso, ma l’elemento base dell’esistenza.

FAR NASCERE QUALCOSA DI NUOVO

“Non possiamo però in questo periodo - ha affermato Bruni - continuare a piangere ed essere pessimisti, ma, come il popolo di Israele al tempo dell’Esilio, ricomprendere la propria religione e riscriverla da capo. I Quaresimali nel Medioevo si concludevano sempre con la nascita di qualcosa di nuovo. I Francescani fecero nascere i Monti di Pietà per combattere l’usura che era una grandissima piaga di quei tempi. Anche oggi dobbiamo far nascere qualcosa di nuovo e non accontentarci solo di parole, ma dare un aiuto concreto alle persone e alle imprese in crisi”.

R.Tonna

Pubblicato il 13 marzo 2021

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