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Giornata della Memoria. Ai Filodrammatici va in scena «Proserpina»

Fotografia

Un dialogo tra le storie di alcune adolescenti nella Shoah e oltre, dall’Armenia al Ruanda, dalla Palestina all’Iran, raccontate da Matteo Corradini e dalla voce e dal corpo di Saba Poori, ballerina iraniana dissidente. E sullo sfondo il mito di Proserpina. Va in scena al Teatro Filodrammatici di Piacenza martedì 27 gennaio alle ore 20.30 “PROSERPINA (LA MEMORIA È UN TRANELLO” di e con MATTEO CORRADINI, evento speciale proposto dall’Assessorato alla cultura della memoria e della legalità del Comune di Piacenza nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria 2026.
Dopo la rappresentazione serale di martedì 27 gennaio, la mattina di mercoledì 28 gennaio, con doppia recita alle 9 e alle 11, lo spettacolo sarà in scena per le scuole secondarie di 1° grado e superiori. Ulteriore replica alle ore 10 lunedì 9 febbraio, data aggiunta per soddisfare le numerose richieste delle classi. Le matinée sono inserite nel cartellone della Rassegna di Teatro scuola “Salt’in Banco” organizzata da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri di Piacenza, la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Stagione per le scuole che negli anni ha sempre contribuito con la sua programmazione alle varie iniziative per il Giorno della Memoria.

 La storia di Proserpina

Proserpina (Persefone, nella mitologia greca) è giovane, ed è figlia di Cerere (Demetra) e di Giove (Zeus). Proserpina è un simbolo. Proserpina è una ragazza libera, piena di sogni, rapita e poi ingannata da Plutone e portata nel regno degli inferi. Riscattata a duro prezzo: Proserpina, la giovinetta “dalle belle caviglie” può tornare sulla terra solo per alcuni mesi ogni anno, e in quei mesi la natura rifiorisce e dà frutti. Quando Proserpina torna negli inferi, la natura si spegne, è l’inverno, è il silenzio. Tutto intorno a lei sembra regnare il passato, ma Proserpina guarda avanti, è proiettata nel futuro, è giovane ma ogni tanto scompare. Trafitta dal male, non si è arresa.
Con la partecipazione straordinaria di Saba Poori, ballerina iraniana dissidente, lo spettacolo è il tentativo continuo, a tratti ironico e insieme profondo, di raccontare la storia di Proserpina attraverso la parola e il corpo, forse senza riuscirci mai, forse riuscendoci qui e là. Sono infatti troppe le storie che s’intrecciano e somigliano drammaticamente a quel mito, a partire dalle ragazze vittime della Shoah, rapite nei lager nazisti e solo a volte sopravvissute, tornate alla vita ma intrise della memoria indelebile di quanto accaduto. E poi le ragazze vittime del genocidio in Rwanda, e più indietro nella storia a quelle del genocidio in Armenia. Tutte diverse e uniche, tutte terribilmente simili. La felicità, la leggerezza, la discesa agli inferi, il male, il ritorno, il tempo che poi viaggia in modo diverso. Fino alla storia della stessa Saba Poori, ballerina fuggita dall’Iran, che abbandona per un attimo le storie delle altre ragazze per raccontare la propria, in un momento storico decisivo per la lazione iraniana, dalle speranze al buio, dal male al viaggio, al ritorno alla vita. Corradini e Poori, ebraista e iraniana, uomo e ragazza, due tempi e due identità che provano a dialogare, due storie diverse che s’intrecciano divertendosi nel gioco degli scambi. Provando a capirsi a vicenda.
Insieme, le due voci si uniscono per raccontare a tutti le ragazze vittime di ieri e di oggi: riusciamo ad ascoltare il loro grido? Tecnica mista su palco teatrale, lo spettacolo si chiede continuamente se la memoria stessa non sia un tranello. E cosa significhi mettere in relazione qualcosa che ha molta Memoria con qualcosa che ancora Memoria non ha. È un dialogo tra le parole di Matteo Corradini e il corpo di Saba Poori. Insieme, le due voci si uniscono e s’intrecciano, per accompagnare Proserpina in una nuova primavera. Perché nulla fiorisce se non ha prima imparato a scomparire.

Nel 2024 per la prima volta Teatro Gioco Vita ha ospitato per le scuole al Teatro Filodrammatici Matteo Corradini, che ha presentato insieme alla danzatrice Alice Carrino il suo “Fu Stella”, performance di reading e danza per raccontare la Shoah. Nel 2025 Corradini è poi andato in scena con “Concerto per conchiglia e orchestra - Storie e musica dell’orchestra femminile di Auschwitz”, proposto sia in serale sia in matinée per le scuole come evento speciale dell’Assessorato alla cultura della memoria e della legalità del Comune di Piacenza. In questa stagione la scelta di proseguire l’esperienza con l’artista piacentino ospitando il suo nuovo spettacolo, nuova occasione per fare memoria della Shoah e promuovere la cultura del rispetto e della tolleranza.

Nella foto, la presentazione in Municipio con Simona Rossi, responsabile dei progetti di Teatro Scuola e Ragazzi e Serena Groppelli, assessora alla Cultura della Memoria del Comune di Piacenza.

Pubblicato il 22 gennaio 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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