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don formaleoniIl testamento spirituale di mons. Giuseppe Formaleoni

“Nelle tue mani sono i miei giorni, o Signore” (Salmo 309)

Nella prospettiva della sera della mia vita, celebrando quest’anno il novantesimo compleanno e il sessantaseiesimo anniversario della ordinazione sacerdotale, sento il dovere di stendere una breve traccia di testamento spirituale.

Pensando al dono grande che è la vita che il Signore mi da donato nella sua bontà e per la longevità ricevuta che ritengo un privilegio, sento davvero un’indicibile riconoscenza e responsabilità.

La vita è passata davanti a me come in un quadro: ne ricordo ogni momento. Vorrei che tutto quanto ricevuto fosse davvero una risposta gridata con un grazie sincero, profondo soprattutto e innanzitutto a Dio amore atteso e poi ai miei esemplari genitori, ai miei familiari e tra questi l’amata sorella gemella Giuseppina. Un grazie doveroso a tutti coloro e sono tanti, tanti che mi hanno aiutato con gli esempi e con tanta significativa collaborazione e fra questi i miei superiori del Seminario urbano, i miei instancabili Vescovi avuti, tanti indimenticabili. Sacerdoti e ospiti del Cerati e come ricchezza pastorale le comunità di Cortina, Cicogni, Pievetta, San Sisto e in esse tanti religiosi e giovani nel settore scolastico e missionario. Chiedo anche perdono per le mie omissioni, mancanze e ritardi. O Signore continua a guardare ed assistere questa bella Chiesa ricca di valori che ho conosciuto soprattutto in Piacenza-Bobbio.

Abbraccio tutti con amore con la certezza di trovarci gioiosi in Paradiso con Maria porta del Cielo e la Trinità beata.

don Giuseppe Formaleoni

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L’alleanza narrata nel libro della Genesi al capitolo 17
Fedeli ad una promessa

(p. m.) In Gen 17 si narra di una terza apparizione di Dio al patriarca 99enne, nella quale la promessa rinnovata mette al centro le parole alleanza e discendenza, quest’ultima legata al tema della terra, che a quella discendenza sarà data in possesso.
Qui il racconto propone un passo in avanti, perché adesso al patriarca e ai suoi eredi si chiede di “osservare” l’alleanza (cfr. Gen 17,9-10).
Secondo molti studiosi, si tratta di un’idea di alleanza leggermente diversa dalla precedente, perché richiede, appunto, una concreta risposta dell’uomo, qui esemplificata con il segno della circoncisione.
Probabilmente è un’anticipazione di quanto Israele vivrà più avanti, con Mosè e la Legge, data da Dio perché il popolo la osservi e rimanga così fedele all’antica promessa.

Pubblicato il 6 novembre 2025

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