Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Tra partiture e memorie: le voci femminili dell’opera riscoperte al Conservatorio Nicolini

echidonne

Tra le pieghe ingiallite di antiche partiture e le voci dimenticate del melodramma ottocentesco, venerdì 30 gennaio l’auditorium del Conservatorio Nicolini si è trasformato in uno spazio di ascolto e riscoperta. "Echi di donna" non è stata solo una conferenza-concerto, ma un viaggio affascinante dentro l’universo femminile dell’opera lirica, riportato alla luce grazie alle carte del prezioso Fondo Giudici e Strada del Conservatorio Nicolini; raccolta di partiture autografe destinate al noleggio teatrale, testimonianza unica dell’attività editoriale di Giovan Battista Giudici e Achille Strada, attivi a Torino dalla metà dell’Ottocento.

L’incontro si inserisce nel progetto PNRR Casta Diva, sostenuto da NextGenerationEU, che punta a restituire centralità alle figure femminili del teatro musicale italiano, spesso relegate ai margini della storiografia. Dallo studio di questo straordinario archivio emergono donne potenti, contraddittorie, tragiche e modernissime: Cleopatra, la Contessa di Amalfi, Susanna, Francesca da Rimini, la Contessa di Mons. Regine, nobildonne ed eroine sospese tra amore e dovere, simboli di una femminilità attraversata dal conflitto e dalla ricerca di autonomia, che nell’opera lirica trovano una voce intensa e senza tempo. Durante la conferenza sono stati presentati i risultati delle ricerche, coordinate da Patrizia Florio, di Benedetta Broegg, Chiara Foti e Irene Volpi, seguite da un intervento musicale che ha coinvolto anche lo studente Guido Pagani, con il contributo organizzativo di Umberto Viola.


Benedetta Broegg ha analizzato La contessa d’Amalfi di Errico Petrella, mettendo in luce la complessità psicologica di una protagonista lontana dal modello dell’eroina romantica. Irene Volpi si è soffermata su Francesca da Rimini di Antonio Cagnoni, illustrandone la vicenda e la storia editoriale, segnata dalla revisione del 1888 e dalle riprese curate anche da Arturo Toscanini. Chiara Foti ha infine ripercorso la figura di Lauro Rossi, presentando Cleopatra e La contessa di Mons e raccontando alcuni curiosi aneddoti legati ai suoi manoscritti. 
La serata si è chiusa con l’esecuzione di brani tratti dalla riduzione per flauto e pianoforte Cleopatra di Lauro Rossi e una fantasia su L’Ombra di Friedrich von Flotow, con Benedetta Broegg e Guido Pagani al pianoforte, Irene Volpi al violino e Chiara Foti all’ottavino. Echi di donna ha così confermato la forza dell’opera come linguaggio capace di parlare ancora al presente, restituendo spazio e dignità a voci femminili che, dall’Ottocento a oggi, continuano a interrogare il nostro immaginario.

Pubblicato l'11 febbraio 2026

Ascolta l'audio

Altri articoli...

  1. Al President la commedia «Mort un Papa a’sni fa un ätar!» di Massimo Calamari
  2. Al PalabancaEventi il volto di Maria Cristina di Savoia tra fede e algoritmi
  3. Il valore del teatro come strumento riabilitativo
  4. La vita porta vita, sempre. Serata a Castello con il CAV e i Lucky Fella
  5. Benasayag: «I giovani non possono essere valutati in base all’efficacia, devono sperimentare la vita»
  6. Una serata dedicata a Verdi con il Rotary Club Fiorenzuola
  7. Democrazia e complessità, una sfida aperta Il filosofo Miguel Benasayag ospite di Cives
  8. In Conservatorio un seminario sul mestiere del tecnico di pianoforti
  9. Architettura, lingua, struttura giuridica: il lungo cammino per «unire» l’Italia unita
  10. Inaugurata alla Passerini Landi la mostra «A testa alta»
  11. Il cortometraggio «Briciole al cielo» arriva a Morfasso
  12. Nascita, morte e speranza. Dialogo tra filosofia e teologia a Punto Incontro
  13. Povertà e vulnerabilità richiedono un’attenzione continua: a Cives l’analisi di Piacenza e i suoi «margini»
  14. Markus Krienke: un liberalismo dal volto umano
  15. Dal 2 al 28 febbraio alla Passerini Landi la mostra «A testa alta»
  16. «Fatta l’Italia bisogna fare gli italiani»: al PalabancaEventi si presentano gli atti del convegno di «Piacenza Città Primogenita»
  17. «La mostra della Banca di Piacenza sul Mochi ha rimesso al centro dell’attenzione Piacenza»
  18. Un viaggio interiore verso la redenzione: il «Giubileo in alta sicurezza» porta quattro detenute in scena alle Novate
  19. Rassegna dialettale al President. Doppio appuntamento per la commedia «Malëtt i sood!»
  20. Giornata della Memoria: alla Cattolica una riflessione sugli internati militari italiani nei lager nazisti

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    5

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente