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Fiorenzuola: dal 17 ottobre la mostra «Dal Teatro Carlo III al Teatro Verdi»

Comunicato stampa. Teatro dal 17 ottobre una mostra nellArchivio del Comune

 

Sarà inaugurata il prossimo 17 ottobre, in occasione della fiera patronale di San Fiorenzo e del 30° anniversario della fondazione del circolo storico “Villani” di Fiorenzuola d’Arda, la mostra “Dal teatro Carlo III al Teatro Verdi: mostra di locandine, manifesti, fotografie e altro”, curata da Eugenio Fabris, volontario attivo nella cura e tenuta dell’Archivio storico del Comune di Fiorenzuola d’Arda e presidente del circolo storico “Villani”, in collaborazione con l’associazione Italia Nostra e con il circolo culturale filatelico e del collezionismo di Fiorenzuola d’Arda. La mostra è allestita nei locali dell’archivio storico del Comune di Fiorenzuola d’Arda, con ingresso dalla piazzetta dell’anfiteatro (sul lato di via Carducci).

I contenuti della mostra

La mostra comprende circa quattrocento documenti già catalogati all’interno dell’archivio, tra manifesti, locandine di spettacoli e diverso altro materiale curioso, come i “fogli di via” e le autorizzazioni ad accedere ed uscire dal Ducato di Parma e Piacenza negli anni precedenti l’Unità d’Italia. La storia del teatro “Verdi” iniziò l’8 ottobre del 1853, con l’esecuzione dell’”Attila” di Giuseppe Verdi, mentre una settimana dopo fu la volta del “Nabucco”: l’allora teatro Carlo III fu poi tra i primi ad essere intitolato al Cigno di Busseto, a seguito della sua scomparsa avvenuta nel 1901. Ci sono anche documenti relativi ad eventi come tombole, veglioni notturni organizzati nel teatro fiorenzuolano: “Si tratta di una mostra molto articolata, dedicata ad un gioiello della nostra città come il teatro “Verdi””, ha spiegato lo stesso Fabris.

La tesi di laurea “Il teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda”

La mostra si collega ad un’ulteriore iniziativa, la presentazione della tesi di laurea “Il teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda” realizzata dalla docente Daniela Carini e dedicata proprio al teatro “Verdi”, nell’ambito del progetto “Le forme del sapere”, a cura dell’ufficio Cultura del Comune di Fiorenzuola d’Arda. L’iniziativa si terrà il 1° novembre alle 17.30 presso l’Auditorium “San Giovanni”, all’interno della sede municipale di Fiorenzuola d’Arda.

Gli orari di apertura della mostra

La mostra sarà visitabile sino a domenica 3 novembre, ogni sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30, mentre dal lunedì al venerdì sarà accessibile solo su appuntamento da fissare contattando il numero 392-7069924.

Nella foto: Daniela Carini ed Eugenio Fabris.

Pubblicato il 2 ottobre 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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