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Il cortometraggio di Bellocchio alla mostra del cinema di Venezia

Se posso permettermi di Marco Bellocchio EdoardoLeo BarbaraRonchi FaustoRussoAlesi


“Se posso permettermi / capitolo II”, il cortometraggio diretto da Marco Bellocchio girato durante l’edizione 2023 del corso di alta formazione in regia cinematografica “Bottega XNL-Fare Cinema”, e realizzato dalla casa di produzione Kavac Film con Rai Cinema in collaborazione con Fondazione Fare Cinema e Fondazione di Piacenza e Vigevano, è entrato in Selezione Ufficiale Fuori Concorso alla 81ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

«Per questo nuovo importante riconoscimento al proprio lavoro, porgiamo le nostre più vive congratulazioni a Marco Bellocchio, grande cineasta, autorevole Maestro di cinema e schivo quanto autentico ambasciatore del nostro territorio nel mondo - è il commento del presidente di Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi -. Che il cortometraggio Se posso permettermi / capitolo II sia stato selezionato a Venezia è un grande riconoscimento anche per tutta la Rete Cultura Piacenza, per il lavoro che si sta facendo a XNL sul Cinema e il Teatro insieme a Paola Pedrazzini. Il progetto Bottega XNL, prosecuzione e ampliamento dell’originale iniziativa di Marco Bellocchio a Bobbio, sta entrando nelle mappe dei luoghi di alta formazione riconosciuti per la propria credibilità e qualità e, parallelamente, si sta consolidando quale centro di produzione di opere di teatro e di cinema di livello nazionale e internazionale, proprio come questo film che speriamo di avere presto l’occasione di ammirare».

«Si tratta di un’altra importante conferma per il progetto Bottega XNL - commenta la direttrice artistica di Bottega XNL, Paola Pedrazzini – In questo momento di gioia tengo a ringraziare la Fondazione di Piacenza e Vigevano, per aver dato fiducia a una progettualità che unisce un prestigioso percorso storico di formazione e un nuovo contesto che sta cambiando la geografia culturale non solo di Piacenza; Marco Bellocchio, Maestro che ancora una volta conferma accanto all’eccezionale, indiscusso talento, una vocazione unica alla trasmissione del sapere e la Kavac Film, la società di produzione, che ha lavorato con intensità e portando al progetto altissima professionalità».

Il cortometraggio Se posso permettermi / capitolo II, seguito dell’omonimo capitolo I realizzato nel 2019 da Bellocchio e i suoi allievi a Bobbio, è stato realizzato nell’estate del 2023 nell’ambito del percorso “Bottega XNL - Fare Cinema”: un intenso lavoro in concomitanza con il Bobbio Film Festival, durante il quale gli allievi, seguiti da Bellocchio e dalle maestranze coinvolte, hanno affrontato la fase di preparazione delle riprese e il lavoro sul set, diviso tra il cimitero di Bobbio e un luogo iconico per la storia del cinema: la casa de “I pugni in tasca”, il primo lungometraggio di Bellocchio del 1965. Davanti alla macchina da presa, molti volti noti del nostro cinema, come Rocco Papaleo, Filippo Timi, Barbara Ronchi, Fausto Russo Alesi, Fabrizio Gifuni, Edoardo Leo.

Il corso ha previsto quindi una seconda parte “indoor”, presso la sezione Cinema e Teatro del Centro per le arti contemporanee XNL Piacenza, che ha impegnato i corsisti, insieme a Marco Bellocchio, al produttore Simone Gattoni e al responsabile del montaggio Stefano Mariotti, nella visione delle riprese fatte a Bobbio. Assistendo in presa diretta alla rielaborazione del girato, hanno familiarizzato con i meccanismi tecnici e le scelte stilistiche che guidano il montaggio.

Nel primo episodio di Se posso permettermi Fausto, un uomo colto e incapace d’azione torna a Bobbio in seguito alla morte della madre: nelle sue interazioni con i personaggi del paese, non riuscirà a trattenersi dall’esprimere sinceramente i suoi inaspettati (e inappropriati) giudizi, pur anticipati dall’apparente gentilezza di un “se posso permettermi…”. In questo secondo capitolo, ritroviamo Fausto tre anni dopo. Non se ne è mai andato da Bobbio e vive nella casa della madre sommerso di libri: è invecchiato e impoverito, non lavora e non ha una pensione, deve vendere la casa. Nelle faccende domestiche è aiutato dalla cameriera Barbara.

«Se posso permettermi / capitolo II – racconta Marco Bellocchio - è un commiato triste e divertente (spero che lo sia) da una casa in cui ho vissuto tanti anni della mia vita (dall’infanzia) e dove ho girato tante volte (è la casa dei “Pugni in tasca”). Dove ritrovo ancora una volta le fotografie degli zii morti giovani. Pascoli incombe. Un commiato definitivo (lo sarà?) di un uomo, Fausto, che sono un po’ io, mio fratello Alberto, mio fratello Piergiorgio, tutti i miei fratelli e sorelle e i miei figli Pier Giorgio ed Elena. Diversamente dal pascoliano Fausto abbiamo però tutti bene o male lavorato e lavoriamo ancora, pur avendo abbondantemente superato l’età di pensione. Tranne i miei figli. Il film è stato ideato e scritto da me ma poi rielaborato e in parte riscritto con gli studenti di “BOTTEGA XNL - FARE CINEMA” dell’anno 2023. Poi girato sempre con gli studenti e con dei grandi professionisti (come avviene tutti gli anni), e generosamente interpretato da attori eccezionali che sono entrati magnificamente nei ruoli in pochissimo tempo. È stato un bel gioco collettivo».

Nella foto, una scena del corteometraggio di Marco Bellocchio.

Pubblicato il 25 luglio 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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