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Francesco Pagano, per 30 anni custode della Curia

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Ci sono mestieri che la tecnologia si sta portando via, come quello del custode, ormai sostituito da telecamere di ultima generazione e dispositivi elettronici, eppure anche in quest’ambito il fattore umano conta, eccome.

In Curia per trent’anni è stato Francesco Pagano a sorvegliare l’ingresso, a indirizzare i visitatori, a gestire il traffico in entrata e in uscita dal palazzo vescovile, a tessere una fitta rete di contatti e di relazioni. Insieme alla moglie Bianca Anelli, ex caposala didattica presso la scuola infermieri, ha vissuto una vita intera all’ombra del Duomo e lo ha fatto con discrezione e dedizione assoluta. Il 15 dicembre scorso Francesco ha capito che era giunto il tempo della pensione, senza troppi rimpianti ha consegnato la lettera di licenziamento e ha aperto un nuovo capitolo della sua vita, seppur con un po’ di nostalgia.

“Quanti aneddoti, io e Bianca abbiamo visto passare tantissima gente, abbiamo vissuto con tre vescovi diversi, conosciuto sacerdoti, religiosi e laici straordinari, assistito all’arrivo in curia di un Papa santo. è stata una bella storia”.

“Mi raccomando: prudenza e serietà”

Francesco, nato nel 1949 a St. Etienne in Francia da genitori pugliesi emigrati, ha lavorato per anni come operaio presso una ditta piacentina di autotrasporti. Poi un giorno del 1985 Bianca lo accoglie a pranzo con in mano una raccomandata: “Ho staccato a mezzogiorno e non immaginavo che l’indomani mi sarei ritrovato senza lavoro per una drastica riduzione del personale. Quella lettera la conservo ancora, perché ha segnato una svolta drammatica ma anche decisiva per la mia famiglia”.

Leggi articolo alla pagina 13 dell’edizione di venerdì 12 febbraio 2016

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