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In San Savino il dipinto della beata Leonella

La basilica cuore della devozione della martire piacentina

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Dal primo martire della Chiesa piacentina all’ultima figlia della nostra terra che ha donato la vita per amore del Vangelo: la basilica di San Savino si candida a diventare il cuore della diffusione della devozione alla beata Leonella Sgorbati, la missionaria della Consolata, originaria di Rezzanello, uccisa “in odium fidei” a Mogadiscio, in Somalia, il 17 settembre 2006 e beatificata nella Cattedrale di Piacenza lo scorso 26 maggio.

Il dipinto, realizzato ad hoc per la nuova beata dall’artista torinese Leonardo Girardi, da un paio di settimane è esposto nella basilica di piazzetta San Savino che è custode delle reliquie del secondo Vescovo di Piacenza, morto nel 422. L’intuizione è dell’ex parroco mons. Gian Piero Franceschini. “A San Savino si deve il ritrovamento delle spoglie del martire Antonino, il primo della Chiesa piacentina, decapitato perché cristiano nel 303 - spiega il sacerdote -. Ho pensato che sarebbe stato bello che proprio questa basilica unisse idealmente il primo all’ultima martire della nostra diocesi, alimentando la devozione e la conoscenza di suor Leonella”.
Il pittore Girardi ha ritratto la beata nel luogo dov’è stata uccisa, circondata da donne e bambini, sia del Kenya che della Somalia, e con in mano un cartiglio su cui sono vergate le sue ultime parole: “perdono, perdono, perdono”. È stata creata una piccola cappella, entrando in chiesa, sulla destra, con un inginocchiatoio, le candele, le immaginette con la preghiera alla beata Leonella e i libretti sulla sua vita. 

Pubblicato il 19 ottobre 2018



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