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San Giovanni Battista Scalabrini, un'impronta indelebile nella Chiesa

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Domenica 8 ottobre la comunità diocesana, nella cattedrale di Piacenza, ha commemorato il primo anniversario della canonizzazione di San Giovanni Battista Scalabrini. Un evento di profonda importanza per celebrare la vita e l'eredità del santo vescovo, proclamato da Papa Francesco a Roma, nella maestosa Piazza San Pietro, esattamente un anno fa.

La fantasia di Dio

La giornata è stata caratterizzata dalla messa solenne, presieduta dal vescovo, mons. Adriano Cevolotto. Durante la liturgia, i presenti hanno avuto l'opportunità di riflettere sulla straordinaria vita di San Giovanni Battista Scalabrini, un vero padre dei migranti e un esempio di dedizione al servizio della comunità. Il Vescovo mettendo in evidenza come Gesù Cristo ha citato la profezia della pietra scartata dai costruttori diventata testata d’angolo, ha sottolineato come la cultura dello scarto è un tema caro a a papa Francesco “Una cultura - ha affermato mons. Cevolotto - in cui chi non rientra negli schemi predefiniti, chi non è funzionale all’efficienza, chi non sta dentro la logica profitto, viene scartato”.
Un modo di pensare che per il presule tende a diventare abitudine e normalità. Una cultura riconosciuta anche da sociologi che oggi parlano di rifiuti umani che si affiancano a quelli alimentari, industriali e urbani.
“Gesù invece ci dice - ha sottolineato il Vescovo - non soltanto di combattere questa logica, ma afferma che lo scarto, nelle mani di Dio diventa punto di forza su cui poggia l’edificio: la pietra d’ angolo. Dio trasforma ciò che è insignificante, che sembra inutile come fondamento di qualcosa di grande. Questa è la fantasia di Dio - ha rimarcato mons. Cevolotto - che trasforma i fallimenti, l’inadeguatezza, la povertà e l’insignificanza in forza”.

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Nella foto, la tomba di San Giovanni Battista Scalabrini nella Cattedrale di Piacenza

Esperti nel costruire

Il Vescovo ha fatto un vero e proprio elogio dello scarto, sottolineando come anche il santo Scalabrini di fronte alle ondate di persone migranti non ha combattuto solo per difenderle da soprusi e ingiustizie, ma ha proposto delle scelte pastorali, politiche e sociali per valorizzare il flusso dei migranti. “Erano persone - ha evidenziato mons. Cevolotto - poveri di risorse, ma di di ricchi di speranza. In questo popolo di migranti, Scalabrini ha individuato un tesoro”.
Quindi il Vescovo si è domandato se anche la società odierna non avrebbe bisogno di fratelli migranti portatori di speranza che aiutino i paesi del nord del mondo e anche le chiese a diventare esperti nel costruire e non nello scartare.
La figura di San Scalabrini, che guidò la diocesi di Piacenza con saggezza e compassione dal 1876 al 1905, è stata quindi evidenziata nella sua opera instancabile in difesa degli emigranti, dei poveri e degli emarginati. È stato un pastore che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della Chiesa e nella coscienza della città di Piacenza.

La protezione di San Scalabrini

Alla fine della messa, un momento particolare ha coinvolto i parroci delle Comunità pastorali 1 e 2 del centro storico cittadino. A loro sono state consegnate le reliquie di San Giovanni Battista Scalabrini. Questo gesto ha simboleggiato il passaggio della protezione e dell'ispirazione del santo vescovo alle comunità cristiane della città.
La presenza alle celebrazioni delle congregazioni fondate da San Scalabrini ha aggiunto un ulteriore significato alla giornata. I Missionari di San Carlo, con la loro Casa madre situata in via Torta, e le Missionarie di San Carlo, che hanno la loro Casa della Provincia europea in piazzetta San Savino, hanno testimoniato l'influenza duratura di questo straordinario uomo di Dio. Queste congregazioni continuano ad operare in tutto il mondo, portando avanti l'eredità di San Scalabrini attraverso il loro impegno per i più vulnerabili della società.

Riccardo Tonna

Nella foto, un momento della messa in Cattedrale presieduta dal vescovo mons. Adriano Cevolotto nel primo anniversario della canonizzazione di San Giovanni Battista Scalabrini.

Pubblicato il 9 ottobre 2023

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